Proteggiamo l’ospedale San Marco di Grottaglie

Ospedale San Marco

L’ospedale di Grottaglie rischia di chiudere in poco tempo, anche a seguito dell’entrata in vigore della legge 161/2014, come prontamente evidenziato dal comunicato del Comitato di Grottaglie, che si batte da tempo in difesa dell’ospedale San Marco. Come già spiegato nella nota stampa, a causa della riduzione dell’orario di lavoro del personale sanitario, dei tagli alla sanità e della mancata attuazione del turn over, l’ospedale corre seri rischi.

Sud in Movimento richiama alle proprie responsabilità il Sindaco di Grottaglie Ciro Alabrese e lo invita ad agire amministrativamente e se necessario a mobilitarsi fisicamente in difesa del presidio. È compito del Sindaco Alabrese reagire e far valere i diritti di tutta la cittadinanza. Sarebbe opportuno fare un fronte comune con i Sindaci dei Comuni del circondario, chiedendo un immediato incontro con il Presidente della Regione Emiliano e con i vertici della ASL.

Oggi più che mai la maggioranza grottagliese, guidata dal Sindaco Alabrese, deve mettere da parte tutti i protagonismi per difendere una risorsa vitale per il territorio, e tutte le forze politiche devono dimostrare di essere unite e capaci di mobilitarsi. Il Sud in Movimento è pronto a farlo immediatamente, sia in Consiglio Comunale che tra le vie cittadine, per poter difendere l’ospedale San Marco e lanciare un appello a tutti i cittadini e alle cittadine di Grottaglie e degli altri Comuni interessati.

Intanto, il Consigliere Enzo La Corte prontamente attivatosi, ha convocato la terza commissione consiliare per meglio condividere e affrontare dal punto di vista istituzionale la vicenda. Il Sud in Movimento ritiene che ove le condizioni lo dovessero richiedere, bisognerà lanciare un messaggio forte, rappresentato per l’occasione dalle dimissione di massa dei Consiglieri Comunali e dei Sindaci del comprensorio.

Il nostro ospedale, è già stato fortemente sacrificato dalle scelte e dai tagli operati nel tempo, più degli altri ospedali della provincia, nonostante ciò ha sempre continuato a mantenere alto il livello in termini di risposta all’utenza e di qualità del servizio. Va ricordato che Grottaglie è il comune più importante della provincia in quanto accoglie un importante polo Aerospaziale, ha un importante polo artigianale ed industriale ceramico, oltre ad essere il più fiorente settore agricolo.

Il consigliere Ciro D’ALÒ

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Lù Sbantuso NR3 – LA NOTTE DEI BRIGANTI Lì CHIAZZE NUESCE!

 

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DI VITO ANNICCHIARICO

La Notte dei Briganti presenta: “Lì chiazze nuesce!”

In occasione del decimo anno della manifestazione estiva, il Sud in Movimento ha trattato l’argomento delle piazze cittadine.

Come ogni anno, il mese di agosto, è il culmine dell’attività turistica a Grottaglie. Domenica 2 agosto 2015 si è svolta, per il decimo anno consecutivo, il consueto appuntamento per tutti i soci di Sud in Movimento e i suoi simpatizzanti, presso il Castello Episcopio della città tarantina: La Notte dei Briganti.

Alle ore 19:10, dopo aver atteso il primo afflusso di gente, si è svolta l’Assemblea del decenne evento.

Davanti a numerose persone, il dibattito di apertura, gestito da alcuni membri del Movimento sito in via Campitelli, è stato caratterizzato da alcuni interventi, tra i quali quello dell’architetto Ciro Masella e dell’Assessore Lopalco del comune di Francavilla Fontana. Entrambi hanno proposto una rigenerazione urbana basata sullo scambio tra uffici e popolazione, sulla differenza tra “centro storico” e “periferie” (che, secondo l’assessore francavillese, avrebbero bisogno anche loro di una rigenerazione). Infatti, l’architetto, nel corso del suo intervento, ha citato il D.L. 6/2012 che sancisce la creazione dell’Albergo Diffuso come risorsa fondamentale. Anche in questo modo, secondo l’architetto, si proscioglierebbe il Sud dall’accusa di essere responsabile della crisi.

Sul tema della rivendicazione delle piazze e del territorio (compreso il parco urbano della gravina del Fullonese) è intervenuto Remo Pezzuto: secondo lui, le vertenze portate avanti da movimenti e associazioni, dovrebbero avere l’approvazione dei comuni per i piani regolatori a favore dell’ampliamento del centro abitato. La riqualificazione dei centri urbani deve partire dal welfare cittadino per le “città a misura d’uomo”.

Altri punti segnalati da Remo sono stati:

– Effettuare un censimento degli immobili sfitti tolti ai privati ed inserirli nella comunità;

– Inserimento di zone a traffico limitato nei centri storici;

– Incongruenza architettonica e storica dei nuovi centri abitati con i vecchi.

Inoltre, un avvocato simpatizzante di Sud in Movimento, ha proposto di creare un’intesa tra tutti i movimenti in merito ai temi comuni per creare città solidali.

A chiudere l’assemblea è stato l’intervento dell’Assessore Lopalco, che ha proposto la creazione di un regolamento che dovrebbe essere approvato attraverso un percorso partecipato con i cittadini.

Dopo l’assemblea è iniziata la parte popolare della manifestazione, che verso le 22:30 ha avuto tanto pubblico da intasare la piazza sottostante al castello. Inoltre, quest’anno, oltre ai gruppi musicali de “I Pizzicati int’allu core CJS” e i “Folkabbestia”, ha partecipato il gruppo teatrale “Thea3” di Bari con una rappresentazione che ha trattato l’attuale e tanto discusso tema della Xylella.

Infine, sono stati consegnati i premi della lotteria de La Notte dei Briganti e del concorso “Dalle pagine all’immagine”.

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Lù Sbantuso NR 3 – IMPRESE E BRACCIANTI AL TEMPO DEL CAPORALATO

Lù Sbantuso

DI DOMENICO ANNICCHIARICO E CIRO MONOPOLI

Come ormai più volte ripetuto dai mass media negli ultimi mesi, il mondo agricolo vive una nuova-vecchia schiavitù: il caporalato.

Ma come? Generazioni intere sono cresciute con questa forma di ricatto/lavorativo e solo adesso lo denunciamo?

Diverse sono state le passerelle televisive delle organizzazioni patronali e sindacali, spacciandosi come paladini a difesa del lavoro. Dove erano fino ad oggi queste persone? Che tipo di accordi hanno preso seduti al tavolo delle contrattazioni?

A detta dei lavoratori (quelli veri) queste organizzazioni fin ora non hanno fatto altro che incrementare questa situazione di assistenzialismo, costringendo sia il proprietario che il lavoratore a rivolgersi a queste figure per svolgere le diverse attività.

E i nostri politici? Da sempre nascosti dietro il pensiero della direzione nazionale del partito, senza mai averci messo realmente la faccia, senza mai aver intrapreso reali azioni di cambiamento?

La figura del caporale riecheggia da nord a sud, da est a ovest, in qualsiasi parte del paese ove si vive di agricoltura o edilizia. Parecchie sono le inchieste e le denunce che ogni anno vengono fuori dalle regioni italiane; a volte sono stranieri, a volte italiani, a volte sono in regola, a volte non lo sono; a volte sono adulti e a volte bambini … quel che resta invariato, è la categoria sociale sfruttata e schiacciata da questo ricatto: persone poco organizzate, poco informate e molto spesso persone che ignorano la possibilità di lavorare diversamente.

La scarsa organizzazione e cooperazione nel mondo agricolo ci rende schiavi dei nostri stessi compaesani che, per comodità, molto spesso sono costretti a rivolgersi ai “caporali” per poter svolgere alcune operazioni in campo. È inutile ora scrivere tutte le debolezze del sistema giudiziario che permette, da una parte, che il caporale continui a sfruttare persone, dall’altra che un lavoratore stagionale possa lavorare solo 152 giorni all’anno percependo poi la famosa disoccupazione … nonostante siano anche proprietari di  un’azienda agricola e continuino a lavorare “a nero” per tutta la restante parte dell’anno, percependo oltretutto agevolazioni fiscali.

Questo modo di lavorare non permette alle aziende agricole “in regola” di emanciparsi e di crescere. Questa legalità a “macchia di leopardo” indebolisce il territorio e soprattutto la forza dei nostri prodotti. Molto spesso a Grottaglie non si riescono a captare fondi o indennizzi per le poche aziende agricole coinvolte … Si! Perché, in effetti, sul territorio, le aziende in regola sono veramente poche. Questo modo di agire e di lavorare rende la categoria imprenditoriale e lavorativa molto debole, tanto da non potersi neanche ribellare al sistema per paura di perdere il lavoro.

Nonostante le denunce contro il caporalato e i controlli alle aziende delle ultime settimane, chi ne paga le conseguenze sono sempre i più piccoli, beccandosi multe per non aver, ad esempio, installato le cinture di sicurezza sul mezzo agricolo; o che si trovano in campagna a vendemmiare con il figlio e la moglie (non assunti). Quest’approccio confonde e offende le reali norme di sicurezza, importantissime in qualsiasi tipo di aziende. Oltretutto, non risolve certo il problema del caporalato perché creerebbe ancor più sfiducia dell’agricoltore nei confronti delle leggi che disciplinano l’agricoltura.

AGRICOLTORI E LAVORATORI TUTTI: SVEGLIAMOCI!!!

Un nuovo sistema lavorativo è possibile: se solo gli operai si organizzassero in piccole cooperative di lavoro e gli imprenditori imparassero a “fare rete” per garantire occupazione, non alimenteremmo il mercato nero con i nostri soldi e la nostra salute, evitando così anche i morti nelle campagne. In altre realtà agricole esistono gruppi di persone che giornalmente cambiano datore di lavoro, che si distinguono per professionalità e mansione, questo metodo si baserebbe sulla meritocrazia e sulla trasparenza e serietà dei lavoratori.

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Lù Sbantuso NR 3 – LA BUFALA DEL GENDER

Lù SbantusoDI BARBARA BRIA

Da un anno a questa parte si sente parlare della “Teoria Gender”. Ma cos’è? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Per teoria gender si intende una teoria che porterebbe all’annullamento delle differenze biologiche tra uomini e donne, rendendo la sessualità un fatto puramente culturale.

Questa fantomatica teoria è stata inventata (ebbene si) da associazioni cattoliche e di estrema destra, come Forza Nuova. Nasce in realtà in seguito alla pubblicazione da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) del documento “Standard per l’Educazione sessuale in Europa”, un documento nel quale si spiegano i motivi della necessità di un educazione sessuale fin dai primi anni, fornendo tabelle orientative per realizzarla. In questo documento viene spiegato come fin dalla nascita il neonato abbia una consapevolezza della propria sessualità. Il percorso educativo, modulato per fasce d’età, pone tra i vari argomenti: conoscenza del proprio corpo (che non è sinonimo di masturbazione), giochi di ruolo per favorire una parità tra maschi e femmine, informazioni su omosessualità, trasgender, famiglie omogenitoriali, metodi contraccettivi, l’analisi del sesso nei media, fino ad arrivare a una guida per distinguere l’abuso sessuale da una dimostrazione d’affetto.

Vi starete sicuramente chiedendo cosa c’è di strano nell’educare i bambini a ciò. Il problema, per la Chiesa e le associazioni omofobe, sta nel fatto che questi corsi di educazione sessuale possano educare le future generazioni alla coscienza di vivere in un mondo vario, alla possibilità di vivere per come si è senza per questo sentirsi in colpa e quindi perdere consenso su queste tematiche ancora scomode per le gerarchie ecclesiastiche. Inoltre si tende a confondere questo documento, che è stato adottato dall’Unione Europea ma l’adozione dello stesso da parte dei singoli stati è autonoma, con il decreto legge Crinà sulle unioni civili. Fatto ancor più eclatante, la teoria gender è stata sconfessata dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che proprio a settembre, con una nota, ha dichiarato: “Non esiste alcuna Teoria Gender. Ma vi dirò di più: non esiste proprio!”. Nonostante ciò, amministrazioni comunali e regionali, continuano a patrocinare iniziative di stampo omofobo che divulgano questa falsa teoria, volta a creare terrorismo psicologico nei confronti di quei genitori che, non essendo abbastanza informati, sono vittime di tutto questo.

Appare evidente la mancanza di coraggio, da parte della Chiesa e tutti i suoi adepti, di ammettere che il mondo è cambiato rispetto anche solo a 50 anni fa; ora si pretendono diritti per tutti in nome dell’amore (tra l’altro il sentimento che fonda la religione cattolica) nella sua forma più semplice senza classificarlo in base al sesso.

Lo Stato, a sua volta, dovrebbe affermare, una volta per tutte, l’indipendenza dalla Chiesa in nome di quella laicità sancita dall’articolo 7 della nostra Costituzione, verso la direzione che assicuri pari diritti e dignità per tutti.

È l’amore che crea una famiglia.

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Lù Sbantuso NR 3 – PISTA DI ATLETICA: ALTRA PROROGA PER UN NULLA DI FATTO

pista atletica grottaglieAncora una volta, anche su di un problema facilmente risolvibile, emerge in modo indiscutibile l’incapacità amministrativa di questa maggioranza.

A settembre, infatti, dopo la naturale scadenza della convenzione e della prima proroga concessa alla società sportiva che gestisce la pista di atletica, si sarebbe dovuta approvare la nuova convenzione, cosa che stranamente non è avvenuta.

Durante la commissione convocata a fine settembre, dove tutti ci aspettavamo di ricevere la proposta di una nuova convenzione, che tenesse conto delle osservazioni fatte durante le precedenti sedute, il presidente della commissione (Mauro Liuzzi) ci ha fatto recapitare una bozza di convezione, abbastanza raccogliticcia e superficiale.

In quella circostanza abbiamo appreso che la maggioranza aveva deciso di concedere un’ulteriore proroga, forse perché troppo stanca dalle ferie estive  per poter affrontare in tempo utile la questione.

Ma la cosa più sconcertante è successa quando l’assessore Guarini, con un colpo di scena, ha proposto di affidare a un’unica società la gestione dello Stadio D’Amuri e della pista, proponendo un gestore unico, cancellando così tutto il lavoro fatto, nei mesi precedenti, dalla commissione e non tenendo conto delle esigenze rappresentate dagli utenti.

Sta di fatto che, anche questa questione, non è stata risolta. È stata solo rinviata a data da destinarsi, data che probabilmente sarà vicina alle elezioni di primavera, così che lui e Mauro Liuzzi potranno appuntarsi una medaglia per aver realizzato una convezione, cercando di far dimenticare il disastro lasciato alle spalle.

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Lù Sbantuso NR 3: AEROPORTO DI GROTTAGLIE: NON CI SONO POSTI DI LAVORO!

 

Aeroporto di GrottaglieFacciamo chiarezza.

Puntualmente, all’avvicinarsi della campagna elettorale, si ritorna a parlare di aeroporto, mettendo in campo, da parte dei più navigati, le solite promesse e le solite bugie.

Partiamo col dire, cercando di rompere preventivamente il giochino elettorale, che non sono previste assunzioni da parte di società legate, in vario modo all’aeroporto, tanto meno da Alenia o da società dell’indotto.

La questione che ci riguarda da vicino è la scelta fatta in ambito nazionale, attraverso il piano strategico degli aeroporti, di destinare Grottaglie, principalmente, ad aeroporto cargo, con la possibilità, una volta avviato questo tipo di attività, di far partire anche alcuni voli passeggeri. Questo per lo meno è scritto nelle carte consegnate a noi consiglieri comunali.

In questi giorni, infatti, abbiamo discusso in commissione consigliare la proposta formulata da Aeroporti di Puglia, Regione Puglia ed Enac di realizzare la pista di rullaggio, assolutamente necessaria affinché possano atterrare e decollare, in sicurezza, più aerei.

Un’ulteriore questione affrontata, è quella relativa  alla richiesta  di due società,  che già operano sul territorio di Grottaglie, di poter realizzare il loro capannone all’interno dell’aeroporto.

Dalla discussione avvenuta, è emerso che nel medio termine, non vi è prospettiva di nuova occupazione, in quanto, trattandosi  dello  spostamento di sede, gli unici a poter trarre beneficio saranno i progettisti e le imprese costruttrici.

Per concludere sarebbe prudente affermare: finché  non  sarà  operativo uno scalo cargo, non ci saranno  voli civili. Pertanto, sembrerebbe controproducente, opporsi allo scalo merci che, secondo la pianificazione nazionale, continua a essere la vocazione scelta per il nostro aeroporto. Nel caso in cui fosse realizzato lo scalo cargo, necessiterebbero moltissime infrastrutture che, attualmente, sono in fase di programmazione dagli organi istituzionalmente preposti.

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Lù Sbantuso NR3 – EDITORIALE: CICCIO L’“ORDINARIO” FUTURO SINDACO?


Francesco DonatelliSono certamente sui “monitor” di tutti, da quando ha riassunto la carica di Assessore all’Urbanistica, le foto di F. Donatelli in merito ad alcuni interventi di mancata manutenzione ordinaria MAI eseguita che, quotidianamente, ormai, riempiono la sua personale pagina Facebook. Siamo lieti che abbia imparato finalmente a “scattare”.

Il “soggetto” in “oggetto” (noto come Ciccio Donatelli) è un rappresentante politico ultradecennale. Da oltre vent’anni occupa svariate cariche comunali, con l’univoco risultato di aver solamente collaborato a distruggere un paese: da Vicesindaco ad Assessore, da Assessore a Presidente del Consiglio, da Presidente del Consiglio a Consigliere di Maggioranza … e così via, per anni e anni. Le opportunità di fare ciò che non ha mai fatto le ha sempre avute ma, chissà per quale motivo, se ne diletta solo ora. Senza dimenticare che è anche vicepresidente del Gal Colline Joniche.

Negli ultimi tempi si è scatenata la sua voglia di “fare”, di “riparare”; di dare la sensazione di ottemperare a quella manutenzione ORDINARIA (mai effettuata) che ha Grottaglie ha rappresentato negli anni un’attenzione, evidentemente, esclusiva di “chiamata” o di “favore” … spesso elettorale.

Perché tutto questo? Perché solo ora si scatena? …

Forse perché è uno dei probabili futuri candidati sindaci all’interno di un Partito Depresso (PD)? L’ultima spiaggia di un sistema politico agli sgoccioli? La maschera di copertura a una totalmente disastrosa com’è quella di Alabrese?

Perché continua a propagandare, tramite comunicati stampa, milioni e milioni di euro stanziati, ad esempio, nel “programma triennale delle opere pubbliche” quando effettivamente non c’è NULLA? Quando di programmi, in venti anni, ne ha già approvati 6 o 7 e alla fine non ha risolto comunque mai niente? Dimostrato dal fatto che Grottaglie è ormai un paese che ha perso tutto; tradendo in pieno, al contempo, il noto “Piano Cervellati” (da Donatelli stesso approvato) unicamente oggetto di scopi propagandistici ma mai rispettato.

Spacciare una previsione di 13 milioni di euro per le Opere Pubbliche nei prossimi tre anni, equivale a vendere la pelle dell’orso senza averlo prima ucciso. Ma questa, si sa, non è terra di orsi, e l’azione che sta facendo Donateli è solo scaltra propaganda.

Credere a queste fandonie è esattamene come rivivere vent’anni di amministrazione. Basta fare una semplice ricerca tra le delibere di giunta per contarne decine e decine analoghe … mai onorate naturalmente.

La strategia è chiara e palese, vecchia come il cucco e scontata come l’azione politica di questi personaggi: è un modo di accaparrare voti adescando l’opinione pubblica con interventi spiccioli su problematiche che si sarebbero tranquillamente evitate se solo l’Amministrazione avesse operato bene, oppure elencando cifre a sproposito (fondendo pubblico e privato, come nel caso della piscina) unicamente per i titoloni di giornale. Alla fine è sempre carta straccia quella che rimane e, ad esempio, un inclinato Centro Servizi Agricoltura con lavori bloccati e abbandonato su terreno argilloso.

Durante l’Assemblea di Quartiere, che Sud in Movimento ha organizzato il 25 ottobre 2015 in piazza Santa Lucia, nel cuore del “paese stravecchio”, l’Ass. Donatelli, e un’ancor più imbarazzato Vicesindaco Stefani, si sono confrontati, forse per la prima volta nella loro vita, con un sano contraddittorio tra cittadini residenti nella zona. Le giustificazioni sono state assolutamente vaghe, farcite da scusanti nei confronti di alcuni operatori ecologici assenteisti, vigilanza e sicurezza inesistente (così hanno denunciato i cittadini) e un servizio di raccolta differenziata pessimo, aggravato dal mancato controllo e dal mancato sanzionamento di atteggiamenti dannosi di certuni cittadini (che per Stefani rappresentano l’unico vero problema).

Le risposte sono state le solite: installazioni di microcamere, presunti finanziamenti, patti di stabilità, impossibilità di riordinare servizi e di provvedere su atteggiamenti dannosi degli operatori, e … decine di altre frescacce “ordinarie”.

“Non abbiamo la bacchetta magica!” ha dichiarato Donatelli quando, in difficoltà, non è riuscito a spiegare ai cittadini come mai in vent’anni si è passati dalla padella nella brace.

Facile pensare che se la “bacchetta”, questi personaggi, non l’abbiano nemmeno vista in oltre vent’anni, non la otterranno più nemmeno fra cento per risolvere il minimo di un paese degradato.

Conclusione dell’Assemblea è stata, perlomeno da quel che è emerso dagli interventi dei due Amministratori, che la colpa di una citta in totale abbandono è dei cittadini e non dell’imputridimento di una stantia classe politica governante.

Cittadini di Grottaglie tutta: SVEGLIATEVI!!!

 

 

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Lù Sbantuso nr 3

Lù Sbantuso

 

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Assemblea di quartiere nel centro storico – 25/10/2015

Assemblea di quartiere Sud in Movimento GrottaglieTornano, a partire dalla prossima domenica, le assemblee di quartiere di Sud in Movimento. Le ragazze e i ragazzi dell’associazione grottagliese torneranno nel centro storico, a seguito delle richieste fatte dai residenti stessi.

Molti cittadini hanno espresso l’esigenza di avere un confronto diretto con il Sindaco e con altri componenti della giunta, per discutere delle problematiche che attanagliano il centro storico, ed è per questo che sono stati invitati a partecipare il Sindaco Alabrese, il vice Sindaco Stefani nonchè assessore all’ambiente e l’assessore Donatelli con delega ai lavori pubblici.

Attraverso un diretto dialogo tra cittadini e amministratori, si cercherà di risolvere le molte criticità che spesso colpiscono l’intero centro storico. Sud in Movimento crede che una nuova strada si Continua a leggere

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C.S. Il Giudice di Pace

Finalmente il prossimo 27 Luglio la città saprà se potrà riacquistare un poco del suo prestigio. Infatti dopo costanti pressioni verrà discussa in consiglio comunale l’interrogazione da me presentata avente ad oggetto la riapertura del Giudice di Pace.

Come è noto lo stesso è stato soppresso più di un anno fa a seguito del riordino del sistema giudiziario ma, il “milleproroghe” ha dato la possibilità, entro il 31 Luglio, di riaprire gli uffici ponendo a carico dei comuni di competenza tutte le spese di gestione.

Appare del tutto evidente che, qualora il Sindaco, avvocato di vecchio corso, dovesse farsi sfuggire anche questa occasione, Grottaglie sarebbe relegata ad un posto marginale nel panorama culturale della provincia.

Perchè il Giudice di Pace è, oltre ad un baluardo di legalità immediata per i cittadini, anche un presidio di decoro per un luogo, il centro storico, oramai alla mercè di vandali e degrado.

La riapertura dell’ufficio sarebbe indispensabile in un panorama economico depresso come quello della nostra città. Oltre a ravvivare gli esercizi commerciali nei pressi di Piazza Regina Elena, consentirebbe ai fruitori del servizio, cittadini e operatori di Giustizia, di evitare di recarsi a Taranto con un evidente dispendio economico.

Ma l’aspetto che più di tutti mi preme sottolineare, risiede nel riacquisto del prestigio Giuridico, che Grottaglie ha perso al momento della chiusura del Giudice di Pace avvallata senza batter ciglio dal Sindaco.

Infatti la dimenticanza dello stesso, al momento della soppressione dell’ ufficio, ha comportato una perdita di autorevolezza della categoria forense di Grottaglie, da sempre stimata e rispettata. Autorevolezza che invece i primi cittadini di altre comunità come Lizzano e San Giorgio Jonico hanno tutelato, avendo mantenuto la presenza del Giudice di Pace sul territorio.

Lunedì in Consiglio Comunale sarà la nostra ultima occasione per farci sentire al di la degli schieramenti, nell’interesse dell’avvocatura grottagliese e di tutta la città.

Conigliere Comunale Avv. Ciro D’ALÒ

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