C.S. Torre Caprarica: nuova istanza di modifica AIA

Mentre ci chiudono l’ospedale, in Località Torre Caprarica la società ”Linea Ambiente Srl” presenta istanza di modifica sostanziale A.I.A. dell’impianto già esistente (III lotto), per variazione volumetrica mediante l’adeguamento dei profili altimetrici autorizzati.

Sul sito della Provincia di Taranto sono consultabili tutti i documenti amministravi e progettuali. La prima convocazione era stata fissata in data 2 marzo, in seguito rimandata all’ 8 marzo alle ore 10.30. Dall’11 febbraio il sindaco Alabrese, e non solo, gli uffici SUAP Urbanistica ambiente e paesaggio, sono a conoscenza di tale istanza ma, il consiglio comunale, non è stato informato delle richieste avanzate.

Ancora una volta il partito democratico di Grottaglie tace, non si esprime, non si informa e informa su una questione importantissima per il nostro territorio. Lo scenario che si prospetta è quello di trovarci di fronte a delle vere e proprie montagne di rifiuti.
Chiederò, in data odierna, la convocazione di un consiglio comunale urgente ma resto davvero stupefatto a tanta “sufficienza” nei confronti della questione discarica.
Non permetteremo assolutamente nessun altro scempio alla nostra terra già martoriata da una politica favorevole allo smaltimento in discarica e che in questi anni è stata sempre poco incisiva nel difendere il nostro territorio piegandosi favorevolmente ai signori dei rifiuti.

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La Fibra ottica scopre le chianche

chiancheIl progresso e la tecnologia portano l’uomo a fare scoperte sensazionali! Niente di più vero dopo quello che è accaduto martedì 16 febbraio in pieno centro storico a Grottaglie. Come testimoniano numerosi video pubblicati sui social, durante i lavori di scavo per la fibra ottica, si vedono chiaramente gli operai che rimuovono e lanciano nella ruspa decine di chianche. Una scoperta sensazionale per tutti quelli che dicevano che le chianche non ci sono mai state.

Sud in Movimento ha già chiesto diverse volte che fine avessero fatto le chianche rimosse nei precedenti lavori stradali, ma ad oggi non è ancora pervenuta risposta.

Alla luce di questa strabiliante scoperta, Sud in Movimento chiede all’ex assessore Alfonso Annicchiarico di dare risposta al fine di conoscere che fine abbiano fatto le “vecchie” chianche e all’attuale assessore Francesco Donatelli di sapere che fine faranno le “nuove” chianche appena rimosse.

Ci accontenteremmo di essere accompagnati nel luogo dove l’assessore Alfonso Annicchiarico disse che le chianche sono state custodite e catalogate mentre all’assessore Donatelli facciamo sapere che ci basterebbe anche un suo selfie con le chianche, rinvenute due giorni fa, come sfondo.

Nel frattempo procederemo a scrivere un’interrogazione comunale ed a sollecitare immediatamente la Sovrintendenza ai beni culturali affinché dia delucidazioni sulla destinazione delle chianche e l’effettiva correttezza dei lavori in corso.

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Addio alla Soprintendenza di Taranto

Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia

A seguito di una riunione delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato, il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, annuncia un ulteriore capitolo della riforma da lui avviata nell’estate del 2014. Il comunicato stampa dice che aumenteranno “i presidi di tutela sul territorio nazionale, che, proprio per l’archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 Soprintendenze unificate”. In realtà con l’accorpamento le Soprintendenze non aumenteranno ma ce ne saranno meno, con maggiori ambiti, più uffici e lo stesso personale.

Tra queste non poteva mancare Taranto, che dovrà dire addio alla Soprintendenza dei beni archeologici, in quanto sarà trasferita a Lecce. Notizia inaspettata soprattutto se ricordiamo le affermazioni fatte dal ministro tempo fa, quando sosteneva che “Taranto è una sfida per il Paese, e quando parlo di Taranto penso a Torino, città che da capitale dell’industria è diventata una delle città culturali più visitate. Taranto è l’unica città spartana al mondo. Dovrebbe investire su questo deposito di memoria che è anche una grande carta nella competitività del turismo mondiale” .

Il nostro è un territorio ormai abituato agli scippi, ma in un momento storico in cui si torna ad intravedere un minimo di risveglio da parte dei cittadini, associazioni ed operatori culturali e turistici, la decisione del Ministro Franceschini pare azzardata e dettata da una superficiale conoscenza del territorio Tarantino.

Sud in Movimento ritiene da sempre che un territorio debba basare la propria dignità sulla cultura e sulla storia, Taranto ha una storia millenaria che consentirebbe di creare sviluppo e ricchezza al pari di altre città d’Italia, che hanno saputo valorizzare le loro radici. Oggi noi abbiamo bisogno di creare occupazione per vie alternative alla grande industria, ripartire dalla storia e dalla cultura, non è solo il primo passo, è il passo dovuto.

Spostare la Soprintendenza di Taranto a Lecce, va esattamente nella direzione opposta, quando in realtà servirebbero maggiori risorse e maggiore energia da parte dello Stato verso la nostra intera Provincia.

Non è questione di campanilismo anche perché data la breve distanza tra Taranto e Lecce non lo giustificherebbe, il problema in realtà sta nella facilità con cui questa operazione sarebbe possibile dato che al confronto di altre città, i millenni della storia di Taranto (e del Sud) non trovano lo stesso peso mediatico e la stessa presenza tra i libri.

Sud in Movimento ritiene che sia giusto eliminare gli sprechi, semplificare e razionalizzare ma non si può cancellare con un colpo di spugna più di un secolo di storia, senza nemmeno consultare le istituzioni locali. In una paese come l’Italia, dove ogni luogo ha le sue bellezze e peculiarità, si dovrebbero sostenere le istituzioni che si occupano di tutela perché sono la nostra “ricchezza” non solo spirituale ma anche materiale. I tagli lasciamoli ad altri settori

Aggiungiamo inoltre la considerazione che in questi anni anche l’amministrazione comunale di Taranto si sia resa colpevole, non avendo saputo valorizzare l’esistente. Una città che avrebbe urgenza di ridisegnarsi a prescindere dal comparto industriale. Durante le varie amministrazioni non hanno mai avuto vita iniziative degne di nota, nessun tentativo di unire le varie voci politiche ed associative per decidere una strategia comune e di peso. Con che coraggio si parla di Archeologia?

Se vogliamo far rinascere non solo il Sud ma l’Italia intera non possiamo pensare di togliere ad una città come Taranto un’istituzione culturale che è simbolo della stessa. La nostra alternativa è la cultura ma bisogna pensare a un altro modo di semplificare e razionalizzare le procedure senza cancellare più di un secolo di storia, considerando che la sede della Soprintendenza di Taranto risale al 1907.

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L’ospedale di Grottaglie non può chiudere!

Ospedale San Marco

Ospedale San Marco

Sabato 23 gennaio 2016 alle ore 9:00 davanti al cancello dell’ospedale San Marco di Grottaglie avrà inizio il sit-in di protesta contro la chiusura prevista dall’attuale riordino ospedaliero.

560 nascite nel 2015, 800 ricoveri tra Ortopedia e Traumatologia ed oltre 21000 accessi al pronto soccorso: non sono queste le cifre che giustificano la chiusura del nosocomio di Grottaglie.

Non è giustificata in nessun modo, se non in una mera scelta politica della regione Puglia, la chiusura del San Marco a gridarlo a voce alta sono, oltre a Sud in Movimento ed il comitato per la difesa dell’ospedale San Marco, tutti i cittadini di Grottaglie ed i paesi del circondario.

La presenza di un ospedale nelle prossime vicinanze è indice di sicurezza nella vita quotidiana, soprattutto se lo stesso funziona ed è punto di riferimento per i paesi vicini.

Bisogna solo pensare che se non ci fosse Grottaglie, in caso di emergenza, bisognerebbe recarsi a Manduria o a Taranto al SS. Annunziata e l’emergenza si trasformerebbe in una corsa contro il tempo, le buche ed il traffico e le decine di km.

Inoltre, ad oggi non si ha conoscenza di come faranno i presidi ospedalieri, prima citati, a smaltire l’elevata utenza del San Marco.

La lotta contro la chiusura del San Marco non è in nessun modo legata ad un comportamento campanilistico, lo dimostrano i dati, ma è una rivendicazione di questi territori da sempre vessati da una situazione sociale e soprattutto ambientale tra le più critiche d’Europa.

Lanciamo quindi un appello a tutti i cittadini di Grottaglie e della provincia di Taranto ad abbandonare ogni impegno per manifestare insieme e pacificamente a difesa e tutela del nostro ospedale sabato 23 gennaio 2016 alle ore 9:00: bisogna essere in tanti e soprattutto uniti per far sentire la nostra voce altrimenti, come già successo per altri servizi, si deciderà “a tavolino” sulla nostra pelle.

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Ecotassa: l’aliquota per il comune di Grottaglie tra le più alte della Provincia di Taranto.

raccolta differenziataLa Regione Puglia, in data 14 gennaio 2016, ha approvato le aliquote di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani, dovute per l’anno 2016, per ciascun comune della provincia di Taranto.

Sulle tasche dei grottagliesi l’ecotassa inciderà  nella misura più pesante. Grottaglie, insieme a Montemesola, è il comune che differenzia di meno dell’intero ARO4; e pensare che prima del commissariamento il nostro era  capofila.
La raccolta differenziata si è fermata  al 17,50%, molto al di sotto della soglia minima fissata dalla Regione al 40%, per questo motivo nel 2016 pagheremo, per ogni tonnellata smaltita in discarica, circa 25.82 euro. Mentre per i Comuni la cui raccolta differenziata è andata oltre il 40%, le aliquote andranno da 6,97 a 11,62  euro per tonnellata.
Il primo cadeau, targato 2016, che l’assessore Stefani e l’attuale amministrazione presenta alla cittadinanza e, inoltre, una bella gatta da pelare per i futuri amministratori.
Pochi mesi fa l’attuale amministrazione con toni entusiastici proclamava che l’ecotassa non sarebbe aumentata. Evidentemente rientrava nella politica dei proclami trionfali a cui ci ha abituato: annunci che non si accompagnano a una reale e concreta capacità di pianificare e attuare politiche lungimiranti.
Purtroppo i proclami non reggono di fronte ai dati che puntualmente presentano il conto, come al solito, ai  cittadini.
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Centro storico di Grottaglie: disinteresse degli assessori

Si è svolta nuovamente, domenica 20 dicembre 2015, l’Assemblea di Quartiere in zona Santa Lucia, nel centro storico di Grottaglie.

Dopo l’Assemblea del 25 ottobre 2015, durante la quale i cittadini avevano denunciato, alla presenza dell’Ass. Donatelli e del Vicesindaco Stefani, il totale disinteresse dell’Amministrazione Comunale verso il centro storico e suoi residenti,  siamo tornati, a distanza di due mesi, per verificare insieme ai cittadini, se qualcosa fosse stata effettivamente fatta.

I cittadini intervenuti hanno dovuto constatare l’inspiegata, tantomeno comunicata, assenza dei due assessori, tanto che i residenti si sono spinti a dire “Riferite che abbiamo capito che noi, per quest’Amministrazione, valiamo meno di niente!”. Dunque delusi e amareggiati i cittadini hanno discusso tirando le somme e confrontando le promesse fatte con la situazione reale, rilevando (com’era facile prevedere) che assolutamente nulla è stato fatto dall’Amministrazione per andare incontro alle esigenze dei cittadini residenti.

L’appuntamento del 20 dicembre era stato programmato in modo concorde con i due assessori; in ogni caso, Sud in Movimento, ha comunicato con largo anticipo la data dell’incontro ai due Assessori. Inutile dirlo, nessuno dei due s’è presentato al cospetto dei cittadini. Evidentemente la paura e la consapevolezza di non aver onorato le promesse, li ha spinti ad essere altrove invece di dare conto ai proprio cittadini.

Si era parlato della risistemazione di alcune buche già segnalate; si era parlato di controlli da parte dei vigili per sanzionare i proprietari dei cani che lasciano gli escrementi per strada e più in generale per una maggiore sicurezza; si era parlato della tanto propagandata installazione di “microcamere”, del miglioramento della differenziata, dei parcheggi, dello ZTL, di interventi per la fogna bianca e di tanto altro ancora. L’unica risposta dell’Amministrazione è stata l’assenza. Dunque i cittadini hanno in fine deciso di avviare una raccolta firme.

La realtà è, in conclusione, che quest’Amministrazione vuole trasformare il centro storico in paese vecchio, ma i residenti non ci stanno ed hanno chiesto di essere ascoltati in consiglio comunale, chiedendo al consigliere Ciro D’Alò, di comune accordo con gli altri consiglieri, di convocare un consiglio ad hoc.

La desolante verità di ieri ha sconfessato la politica della propaganda delle promesse e dei selfie  elettorali.

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Ospedale San Marco : Basta bugie, tutti in piazza

Nel pomeriggio di oggi 09.12.2015, si è tenuto l’incontro dei capigruppo consiliari con il Direttore Generale dell’ASL Avv. Stefano Rossi, con il quale si è cercata una interlocuzione sul possibile riassetto dell’ospedale e sul mantenimento dei servizi ospedalieri.

Dopo tre ore di acceso dibattito, è emerso quanto di più sconcertante poteva mai immaginarsi, ossia la quasi certezza dell’attuazione di quanto contenuto nell’atto del 23.11.2015 già inviato al Presidente della Regione e da me richiamato e pubblicato con il comunicato di due giorni fa. Con quel documento in sostanza viene proposta la chiusura del pronto soccorso di Grottaglie, il depotenziamento dell’ostetricia con servizio h6 e la chiusura della chirurgia d’urgenza, in ultima analisi una cannibalizzazione di Grottaglie, a tutto favore di Taranto, Martina, Manduria e dei rispettivi politici. L’Avv. Rossi ha chiarito che non vi è un imminente rischio di chiusura dell’intero ospedale, però appunto sono previsti forti tagli, che ad esempio costringeranno i cittadini del comprensorio di Grottaglie a recarsi al pronto soccorso del SS. Annunziata di Taranto, con tutti i rischi e le difficoltà che ne derivano per l’utenza.

Mi pare doveroso sottolineare che del documento del 23.11. u.s., non ne era in possesso nessuno degli odierni capigruppo e nemmeno il presidente della terza commissione. Di quel documento importantissimo, che sancisce gravi tagli per il nostro ospedale, ne era a conoscenza da tempo il Partito democratico ed il suo segretario Paolo Anniccharico, ma se ne sono guardati bene dal notiziare il Consiglio Comunale, assumendosi una grave responsabilità. Speriamo solo che il Partito Democratico abbia il coraggio di manifestare contro il Presidente della Regione del suo stesso partito, dimostrando di essere al servizio dei cittadini e non dell’apparato.

Ma al di là della polemica, che in questo momento non giova a nessuno, appare necessario ricordare a tutte le forze politiche, civiche e sociali della città, che questo è il momento della mobilitazione per difendere l’ospedale. E’ opportuno rimarcare che solo se vi sarà una mobilitazione diffusa e convinta, tra tutti i cittadini e le istituzioni, sarà possibile salvare il nostro ospedale. Il Direttore Generale è stato lapidario nel rimarcare che le scelte sull’ospedale dipendono dalla politica, quindi da Emiliano e del consiglio regionale, che sino ad oggi non hanno detto nemmeno una parola in favore del nostro nosocomio.

Dunque se veramente ci teniamo al nostro ospedale Venerdì 11.12, andiamo tutti insieme (cittadini, medici, paramedici, sindaci del comprensorio e consiglieri comunali) a Bari da Emiliano.

Il consigliere comunale Avv. Ciro D’Alò

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OSPEDALE SAN MARCO: SIAMO VITTIME DI DECISIONI GIÀ PRESE

Ancora una volta la Città di Grottaglie si trova costretta a subire le scelte calate dall’alto, che in questo caso si ripercuotono in modo devastante sull’Ospedale di Grottaglie.

Così mentre nei giorni scorsi il consiglio comunale di Grottaglie e i sindaci del distretto socio sanitario n°6, discutevano animatamente per la tutela della struttura ospedaliera, l’ASL di Taranto già da tempo aveva previsto di tagliare reparti e servizi del locale nosocomio. Infatti, da una nota dell’ASL a firma del Direttore Generale Stefano Rossi, del Direttore Sanitario Dr.ssa Leone e del Direttore Amministrativo inviata in Regione Puglia in data 23.11.2015, si comprende che è stata presentata ad Emiliano una richiesta di chiusura del Pronto Soccorso di Grottaglie, con spostamento delle professionalità verso il S.S. Annunziata di Taranto. Altre gravi decisioni riguardano l’ostetricia ove è prevista una attività ambulatoriale H6 (con implementazione ricoveri nella U.O di riferimento dello S.O.O.Annunziata) e l’urgenza chirurgica, che viene completamente esclusa. Tra le varie decisioni dunque vi è l’accorpamento di alcuni reparti a Manduria e a Taranto. Queste scelte, inevitabilmente porteranno alla lenta chiusura dell’ospedale, nonostante dati alla mano il nostro ospedale, considerate le difficoltà di personale, offre della performance migliori degli altri ospedali.

Dunque appaiono chiare le motivazioni che hanno indotto Emiliano e l’Avv. Rossi a non presenziare al consiglio comunale del 3 dicembre, ma ciò che mi risulta ancora più difficile comprendere è come mai il Sindaco e gli esponenti del partito democratico di Grottaglie non erano a conoscenza di questo documento. Se veramente i predetti non fossero stati a conoscenza di ciò, come mai Emiliano e i consiglieri Regionali dell’area jonica non li hanno informati e stanno prendendo decisioni sulla loro testa?

Appare sempre più urgente una mobilitazione che coinvolga i cittadini e i sindaci, per fermare queste scelte che danneggiano il territorio.

Per questo, venerdì 11.12.2015 a Bari (sono previsti pullman) bisognerà esseri in tanti, per far sentire la voce di un territorio già fortemente penalizzato.

Scarica il PDF OSPEDALE GROTTAGLIE

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Ospedale San Marco: è l’ora della mobilitazione!

È arrivato il momento che tutti i cittadini di Grottaglie si mobilitino in difesa dell’ ospedale cittadino.

In qualità di consigliere comunale, pretendo che, nel consiglio comunale in programma domani lunedì 30 novembre, siano presenti il direttore generale dell’ASL Rossi e il presidente della giunta regionale Emiliano, i quali dovranno dire a chiare lettere qual’è il futoro nel nostro ospedale. Un ospedale che, è fondamentale ricordarlo, ha un ottimo rendimento in ordine alle performance offerte e, più di ogni altro, è ubicato in una direttrice fondamentale che collega le provincie di Taranto e Brindisi.

È ora di dire basta a questa sciagurata gestione da parte del PD che, attraverso la chiusura dei nosocomi pubblici, punta a privileggiare le cliniche private che otterranno sicuro vantaggio dalla sitazione creatasi.

Devono sapere i nostri politici regionali che la mobilitazione popolare in difesa della sanità pubblica, non si arresterà certo innanzi alle scelte calate dall’alto e, qualora i suindicati responsabili di tale scelta non saranno presenti nel consiglio comunale, saremo noi di Sud in Movimento, insieme ai cittadini grottagliesi a recarci presso le sedi regionali per rivendicare il diritto alla salute pubblica.

L’ ospedale di Grottaglie non deve morire!!!

Ciro D’Alò

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Ospedale di Grottaglie: è tempo di mobilitazione

A seguito delle notizie circolate nelle ultime ore, dalle quali si comprende che il Presidente della Regione, Emiliano, intende chiudere 43 reparti di strutture ospedaliere dislocate in tutta la provincia tarantina, ogni ulteriore tentativo di mediazione appare vano.

Da quanto è dato comprendere sono pochi gli ospedali in cui verranno mantenuti tutti i reparti e, con una certa casualità, saranno gli ospedali che hanno una rappresentanza istituzionale in consiglio regionale. Mentre a Bari i consiglieri regionali si sono battuti e si battono in una difesa campanilistica delle strutture della propria città, Grottaglie rischia di chiudere.

Non potendo contare su rappresentati regionali legati al bene di Grottaglie, non ci resta che mettere in campo una forte mobilitazione popolare, che coinvolga tutti i Comuni vicini ed i relativi sindaci sostenuti dalle forze politiche.

Non può sottacersi la responsabilità del partito di maggioranza alla Regione, massimamente rappresentato da Emiliano e non da meno da Pentassuglia, i quali nulla stanno facendo per difendere l’ospedale di Grottaglie. Tale struttura, pur essendo meglio collocata rispetto ad altre in termini di servizi e di risposta all’utenza, è penalizzata non solo dai risaputi tagli economici e di personale, ma anche dalle scelte politiche di chi detiene la maggioranza.

È doveroso mobilitarsi in quanto, nel silenzio generale, pian pianino a partire da oggi, queste scelte politiche stanno portando allo smantellamento di reparti fondamentali, come ostetricia e ortopedia, oltre che alla graduale chiusura del pronto soccorso e al depotenziamento della diagnostica.

Siamo convinti, per questo, che non ci sia più tempo da perdere e che dunque sia arrivato il momento di una mobilitazione generale, sia a livello istituzionale che a livello popolare.

Il sindaco di Grottaglie non perda tempo e si mobiliti sollecitando con forza gli altri sindaci e tutte le forze politiche ed i vertici del suo partito, dimostri in questa occasione di essere il sindaco di una città importante come Grottaglie.

Il Sud in Movimento è pronto alla mobilitazione generale e già in queste ore sta informando tutti gli iscritti di quanto sta accadendo, usando una sola parola d’ordine “tutti insieme, salviamo l’ospedale”.

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