DISCARICA: Proroga cava

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

ALL’ASSESSORE ATTIVITA’PRODUTTIVE

AL RESPONSABILE DEL SURAE

AL DIRIGENTE DEL SERVIZIO ATTIVITA’ ECONOMICHE CONSUMATORI

AL RESPONSABILE P.O.

AL DIRIGENTE DELL’UFFICIO CONTROLLO E GESTIONE PRAE

____________________

AL PRESIDENTE DELLA SECONDA COMMISSIONE CONSIGLIARE

AI COLLEGHI CONSIGLIERI

AL SINDACO

AL RESPONSABILE UFF.URBANISTICO

AL RESPONSABILE SUE

AL SEGRETARIO GENERALE

SEDUTA DEL 16.05.2014

 

Oggetto: Richiesta di Annullamento in Autotutela della determina n°00058 del 04.04.2014 del registro delle Determinazioni della Regione Puglia con la quale è stata concessa la “PROROGA alla coltivazione Cava di tufo calcarenitico e di calcare site in località “AMICI” presentata dalla società Ecolevante.

Il sottoscritto Avv. Ciro D’ALÒ, in qualità di Consigliere Comunale per Sud in Movimento nel Comune di Grottaglie, si oppone alla concessione della proroga indicata in oggetto, per le seguenti

MOTIVAZIONI

La società istante, in data 23.09.2013, acclarata la protocollo regionale n° AOO_160_1442 del 03.10.2013 ha presentato istanza tendente ad ottenere la proroga per detta cava presentando la documentazione probatoria necessaria.

A. INQUADRAMENTO NORMATIVO DELL’ISTANZA

La richiesta presentata dalla società Ecolevante s.p.a, rientra tra quelle previste dall’art. 11 del PRAE della Regione Puglia, il quale recita testualmente :

Proroga dell’autorizzazione

  1. Nel caso in cui il titolare di autorizzazione alla coltivazione di cava non abbia completato la coltivazione nei tempi previsti dal titolo autorizzativo, è possibile presentare domanda di proroga al competente Servizio Attività Estrattive.
  2. L’istanza di proroga deve essere presentata almeno 180 giorni prima della scadenza dell’autorizzazione; qualora l’istanza pervenga oltre tale termine, la coltivazione non potrà più proseguire oltre il termine previsto dal titolo originario, trascorso il quale il Servizio Attività Estrattive della Regione adotterà apposito provvedimento di cessazione della attività di cava.

RILIEVI E CONSIDERAZIONI

 

a) INTEMPESTIVIA’DELL’ISTANZA

In merito a quanto previsto dal citato articolo, occorre fare una breve ricognizione delle date.

La precedente proroga fu concessa con determina n°38 del 15.03.2010, immediatamente esecutiva, per la durata di 4 anni, come emerge dalla determina indicata in oggetto.

La scadenza naturale della proroga, dunque, era il 15.03.2014.

Da una verifica fatta, si può tranquillamente affermare che l’istanza è stata presentata in violazione del termine di cui all’art. 11 del PRAE, infatti, essa andava presentata entro il 17.09.2013, appunto almeno 180 giorni dalla scadenza, invece emerge dagli atti reca le seguenti date: presentazione del 23.09.2013, acclarata al protocollo regionale n° AOO_160_1442 del 03.10.2013. 

b) EFFETTI CONSEQUENZIALI

Alla intempestività della domanda ne conseguono gli effetti stabiliti dall’art.art. 11 PRAE ossia:

“Qualora l’istanza pervenga oltre tale termine, la coltivazione non potrà più proseguire oltre il termine previsto dal titolo originario, trascorso il quale il Servizio Attività Estrattive della Regione adotterà apposito provvedimento di cessazione della attività di cava.”

B. INQUADRAMENTO DELLA CAVA

Come emerge dagli atti della Regione Puglia (All.1), dai rilievi del corpo di Polizia Municipale(all.2), la cava in argomento non è operativa da lunghissimo tempo, infatti è la stessa Regione a classificarla come “ non attiva” anzi addirittura “ cava abbandonata”(all.3)

Dall’allegato 3, ossia dalla relazione del comandante dei Vigili Urbani emerge che la Cava non è coltivata da molti anni e di tanto la Regione potrebbe accorgersi verificando le comunicazioni di avvio lavori, di sospensione lavori che la società in questione aveva l’obbligo di effettuare non solo all’Ente Regione ma anche al Comune interessato.

Sopraggiungono in soccorso la norme contenute nel PRAE le quali all’art. 3, individuano come “CAVE INATTIVE ” quelle:

“ per le quali l’autorizzazione abbia perso efficacia per decorrenza del termine di validità oppure sia cessata la coltivazione.

Sempre la stessa norma stabilisce che “La prosecuzione dei lavori è consentita solo per opere di messa in sicurezza del sito e per il recupero ambientale”

C. ASPETTI DEL TERRRITORIO CIRCOSTANTE

Come è già emerso nel corso dell’istruttoria, svolta nel 2009, relativamente alla richiesta di ampliamento della presente cava, vi sono numerose e svariate ragioni per non autorizzarne la coltivazione e non concedere il suo ampliamento(il cui iter autorizzativo è in corso):

a) IMPATTI CUMULATIVI

  1. la cava ricade in un ambito territoriale ove gravano fortissime pressioni ambientali;
  2. nelle immediate vicinanze vi è una discarica di 3000.000(tremilioni) di metri cubi, che ospita rifiuti industriali provenienti dai confini nazionali ed extranazionali;
  3. a distanza di circa 500 metri vi è un’altra discarica della stessa società che è in fase di chiusura;
  4. a distanza di circa 800 metri è in esercizio una enorme cava, denominata cava Castelli;
  5. gran parte della particella 61 oggetto della contestata autorizzazione, ricade nella fascia di rispetto prevista dal PPTR (all.4);
  6. una parte della particella indicata in oggetto, rimane nelle immediate vicinanze i beni pregio paesaggistico, di siti di interesse storico culturali e archeologico;(all.5)
  7. la particella in questione è individuata sulla carta idrogeologica della puglia, come “ recapito finale di bacino endoreico (all.6);
  8. a pochi metri dalla particella 61 passa una condotta in pressione di acqua potabile dell’AQP denominata Cantagallo;

b) ELEMENTI DI IMPATTO

  1. sistema idrico sotterraneo, con particolare riferimento alla falda in pressione sottostante quella a pelo libero
  2. eccessiva presenza di automezzi generato dalle attività estrattive in attività, dalle discariche e dalle attività agricole limitrofe
  3. vi sono cantine e frantoi;

c) BERSAGLI

  1. Masserie censite e tutelate nell’ambito del PPTR;(amici, torre, caprarica;
  2. Beni di interesse archeologico, architettonico (antica via appia, santuario madonne delle grazie)
  3. Strutture ricettive, ricreative e di interesse sociosanitario, nelle immediate vicinanze vi è un centro per diversamente abili, che accoglie attività di ippoterapia, ricreative,di recupero e inclusione. Il predetto centro è riceva finanziamenti regionali in relazione al progetto “Dopo di Noi” le numerose attività sono finanziate dal Comune di Grottaglie nell’ ambito dei Piani Sociali di Zona;

D. MANCATA VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO DEI MATERIALI DA ESTRARRE

Occorre richiamare quanto stabilito dalla sentenza del TAR Umbria, nel caso SECE c/ Comune di Orvieto, confermata dal consiglio di Stato, con la quale si afferma che le autorizzazioni non possono prescindere dalla valutazione delle quantità di inerti da estrarre che – come prevede del resto il PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive)- dovrebbero essere sempre dimostrate sia per il fabbisogno ordinario che straordinario, cosa che non è avvenuta nel caso esaminato. La valutazione è importante anche alla luce del fatto che quella cava non è mai stata coltivata, ne sono stati utilizzati rivenienti dagli studi di settore effettuati dall’Osservatorio.

Per tale ragione, non può non farsi riferimento alla decisione della Corte di Giustizia Europea 2.10.2001, nella quale si configura la tutela dell’ambiente come momento dotato di primazia rispetto agli interessi particolari di natura economica; primazia che porta addirittura a prescindere da un eventuale bilanciamento tra tutela dell’ambiente e della salute ed altri interessi.

La Corte di Giustizia, pur in un regime di favore per l’intrapresa individuale e societaria, ha addirittura escluso che si possa mettere in discussione la tutela dell’ambiente e della salute per dare soddisfazione anche parzialmente concorrente ad un interesse economico privato”.

per tutte queste ragioni si

si chiede

Al Dirigente Regionale che ha emesso il provvedimento, l’Annullamento in autotutela della impugnata determina dirigenziale e di dichiarare cessata l’attività di cava ai sensi dell’art. 3 PRAE e ordinare la messa in sicurezza del sito e il ripristino ambientale.

Al Sindaco di impugnare, con urgenza, la determina n° n°00058 del 04.04.2014 del registro delle Determinazioni della Regione Puglia

Grottaglie, 16.05.2014

Avv. Ciro D’ALÒ

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DISCARICA: Ampliamento cava

Grottaglie 16.05.2014

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

ALL’ASSESSORE ATTIVITA’PRODUTTIVE

AL RESPONSABILE DEL SURAE

AL DIRIGENTE DEL SERVIZIO ATTIVITA’ ECONOMICHE CONSUMATORI

AL RESPONSABILE P.O.

AL DIRIGENTE DELL’UFFICIO CONTROLLO E GESTIONE PRAE

______________________________

AL PRESIDENTE DELLA SECONDA COMMISSIONE CONSIGLIARE

AI COLLEGHI CONSIGLIERI

AL SINDACO

AL RESPONSABILE UFF. URBANISTICO

AL RESPONSABILE SUE

AL SEGRETARIO GENERALE

SEDUTA DEL 16.05.2014

 

ODG: Ampliamento Cava di tufo calcarenitico e di calcare site in località “AMICI” presentata dalla società Ecolevante .

Il sottoscritto Avv. Ciro D’ALÒ, in qualità di Consigliere Comunale per Sud in Movimento al Comune di Grottaglie, si oppone alla concessione della proroga indicata in oggetto, per le seguenti

 

MOTIVAZIONI

 

A. INQUADRAMENTO NORMATIVO DELL’ISTANZA

La richiesta presentata dalla società Ecolevante s.p.a, rientra tra quelle previste dall’art. 12 del PRAE della Regione Puglia, ossia “Ampliamento di cava”.

In particolare, questa istanza si riferisce all’Ampliamento di una cava “esistente” sulla particella 61 foglio di mappa 83 del catasto terreni.

La società afferma che, in detta cava, sia in corso la coltivazione, per questo ha presentato la richiesta di proroga alla coltivazione, avendo la precedente autorizzazione, scadenza al 15.03.2014.

Con la richiesta, chiede che la predette attività di estenda sulle particelle 61/p 330/p-62-63-64-84-128-181-182-183-184.

 

 

RILIEVI E CONSIDERAZIONI

 

  1. In relazione alla particella 61 foglio di mappa 83 del catasto terreni, che dovrebbe essere la cava attiva, si evidenzia quanto segue; Come emerge dagli atti della Regione Puglia (All.0 e 1.), dai rilievi del corpo di Polizia Municipale(all.2), la cava in argomento non è operativa da lunghissimo tempo, infatti, è la stessa Regione a classificarla come “ non attiva”. Dall’allegato 2, ossia dalla relazione del comandante dei Vigili Urbani di Grottaglie, emerge che la Cava non è coltivata da molti anni e di tanto la Regione potrebbe accorgersi verificando le comunicazioni di avvio e/o di sospensione lavori che, la società in questione, aveva l’obbligo di effettuare, non solo all’Ente Regione, ma anche al Comune interessato.
  2. Sul punto si evidenzia che vi è specifica richiesta, inviata alla Regione Puglia, di annullamento in autotutela della determina n°00058 del 04.04.2014 del registro delle Determinazioni della Regione Puglia( che ha concesso la proroga). Le ragioni della richiesta di annullamento, si possono leggere nell’allegato documento (all.3), in ogni caso uno dei motivi è legato alla intempestività della presentazione della domanda rispetto ai termini indicati dal PRAE all’art all’art. 3 del PRAE, ciò determinando le decadenze previste.
  3. Tra le particelle indicate dalla società istante nella richiesta di ampliamento, ve ne sono alcune che, di fatto, in precedenza erano già un cava. Per quelle particelle, era previsto anche un piano di ripristino, che il Comune con ordinanza 54/11 (all.3 bis) ne ha imposto l’esecuzione. Si segnala in particolare che, tra le particelle oggetto della richiesta di ampliamento, vi sono la 84 e 128 che appunto erano già cava e vengono menzionate nell’ordinanza comunale citata. Appare superfluo sottolineare che non si può chiedere l’ampliamento di una cava su particelle già scavate e che dovrebbe essere già state ripristinate e recuperate.
  4. La Regione Puglia, ha già rilevato la inattività di quella Cava anche nelle determina n°2 del 2010 (all.4) allorché ha rigettato la richiesta di ampliamento. In tale atto, a pagina 3 si del leggono le testuali affermazioni:
    1. “punto 4: l’art.26 delle norme di transitorie del PRAE, per istanze presentate prima dell’approvazione del piano stesso, consentirebbe il prosieguo dell’iter di approvazione secondo la legge; pertanto non risulta applicabile il limite del 50% di ampliamento rispetto all’esistente. Risulta interessante rilevare, dalla documentazione presentata dallo stesso progettista alla relazione integrativa, come dalla prima istanza in atti datata 20.07.2006 prot 8849 risulta che la richiesta di ampliamento cava, dato confermato dalla………………………………………mentre nella successiva istanza risulta la richiesta di coltivazione cava lasciando la nella pubblicazione dell’avvenuto deposito la vecchia dicitura che fa rifermento all’ampliamento di cava”.
    2. “punto 5: ancora una volta la vecchia cava viene rappresentata come elemento chiuso e non integrato nel progetto generale se non per la parte del recupero finale.
  5. In relazione alle particelle 181 e 182 va evidenziato, come emerge dall’all.5 (foto estratta da google-maps), che su queste particelle vi era già stata un attività estrattiva, rispetto alla quale appare necessario che di facciano gli opportuni approfondimenti.

 

B.ASPETTI DEL TERRRITORIO CIRCOSTANTE

 

Come è già emerso nel corso dell’istruttoria, svolta nel 2009, relativamente alla richiesta di ampliamento della cava, vi sono numerose e svariate ragioni per non autorizzarne l’ampliamento :

 

a) IMPATTI CUMULATIVI

  1. la cava ricade in un ambito territoriale ove gravano fortissime e pressioni ambientali;
  2. nelle immediate vicinanze vi è una discarica di 3000.0000(tremilioni) di metri cubi, che ospita rifiuti industriali provenienti dai confini nazionali ed extranazionali;
  3. a distanza di circa 500 metri vi è un’altra discarica della stessa società che è in fase di chiusura;
  4. a distanza di circa 800 metri è in esercizio una enorme cava, denominata cava Castelli;
  5. gran parte delle particelle 61 e 330 oggetto della contestata autorizzazione, ricadono nella fascia di rispetto prevista dal PPTR (all.6);
  6. una parte della particella indicata in oggetto, rimane nelle immediate vicinanze i beni pregio paesaggistico, di siti di interesse storico culturali e archeologico;(all.7)
  7. la particella 61 è individuata sulla carta idrogeologica della puglia, come “ recapito finale di bacino endoreico (all.8);
  8. a pochi metri dalla particella 61 e delle altre, passa una condotta in pressione di acqua potabile dell’AQP denominata Cantagallo;

 

b) ELEMENTI DI IMPATTO

  1.  sistema idrico sotterraneo, con particolare riferimento ala falda in pressione sottostante quella a pelo libero;
  2. eccessiva presenza di automezzi generato dalle attività estrattive in attività, dalle discariche e dalle attività agricole limitrofe;
  3. presenza di cantine e frantoi;

 

c) BERSAGLI

  1. Masserie censite e tutelate nell’ambito del PPTR;(amici, torre, caprarica;
  2. Beni di interesse archeologico, architettonico (antica via appia, santuario madonne delle grazie);
  3. Strutture ricettive, ricreative e di interesse sociosanitario, nelle immediate vicinanze vi è un centro per diversamente abili, che accoglie attività di ippoterapia, ricreative,di recupero e inclusione. Il predetto centro è riceva finanziamenti regionali in relazione al progetto “Dopo di Noi” le numerose attività sono finanziate dal Comune di Grottaglie nell’ ambito dei Piani Sociali di Zona;
  4. parchi e gravine

 

C. MANCATA VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO DEI MATERIALI DA ESTRARRE

Occorre richiamare quanto stabilito dalla sentenza del TAR Umbria, nel caso SECE c/ Comune di Orvieto, confermata dal consiglio di Stato, con la quale si afferma che le autorizzazioni non possono prescindere dalla valutazione delle quantità di inerti da estrarre che – come prevede del resto il PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive)- dovrebbero essere sempre dimostrate sia per il fabbisogno ordinario che straordinario, cosa che non è avvenuta nel caso esaminato. La valutazione è importante anche alla luce del fatto che quella cava non è mai stata coltivata, ne sono stati utilizzati rivenienti dagli studi di settore effettuati dall’Osservatorio.

Per tale ragione, non può non farsi riferimento alla decisione della Corte di Giustizia Europea 2.10.2001, nella quale si configura la tutela dell’ambiente come momento dotato di primazia rispetto agli interessi particolari di natura economica; primazia che porta addirittura a prescindere da un eventuale bilanciamento tra tutela dell’ambiente e della salute ed altri interessi.

La Corte di Giustizia, pur in un regime di favore per l’intrapresa individuale e societaria, ha addirittura escluso che si possa mettere in discussione la tutela dell’ambiente e della salute per dare soddisfazione anche parzialmente concorrente ad un interesse economico privato”.

per tutte queste ragioni

CHIEDE

il diniego dell’autorizzazione richiesta.

Avv. CIRO D’ALÒ

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DISCARICA: AL PRESIDENTE DELLA SECONDA COMMISSIONE CONSIGLIARE

AL PRESIDENTE DELLA SECONDA COMMISSIONE CONSIGLIARE

AI COLLEGHI CONSIGLIERI

AL SINDACO

AL RESPONSABILE UFF. URBANISTICO

AL RESPONSABILE SUE

AL SEGRETARIO GENERALE

SEDUTA DEL 16.05.2014

ODG: Ampliamento Cava di tufo calcarenitico e di calcare site in località “AMICI” presentata dalla società Ecolevante .

Io sottoscritto Avv. Ciro D’ALO’, in qualità di Consigliere Comunale per Sud in Movimento al Comune di Grottaglie,a seguito della precedente commissione, tenutasi in data 08.05.2014, evidenzio quanto segue:

PRELIMINARMENTE

Ringrazio il Presidente Campanella per averci notificato contestualmente all’avviso di convocazione, come è suo compito del resto, un documento che non ci era stato consegnato in precedenza. Mi riferisco alla relazione del 06.02.2014 prot. 2967 a firma del sindaco e del responsabile del SUE Geometra D’ERRICO che, come emerge dal verbale 3/12 che la contiene, ci fu solo letta.

Pur comprendendo le ragioni che hanno spinto il Presiedente a compiere questo gesto – evidentemente finalizzato e provare che eravamo tutti a conoscenza del contenuto dell’ordinanza 54/11 – non eccepirò alcun uso strumentale dei suoi poteri, essendo l’occasione troppo ghiotta per lasciarla scivolare nella bagarre.

Come è ben noto, in Italia, le parole hanno un significato preciso e difficilmente una parola può assumerne uno diverso da quello indicato nel vocabolario, pertanto, mi accingerò a descrivere di seguito il significato della parola:

consegnare”: atto di consegnare qualcosa a qualcuno con una certa formalità

Questa precisazione mi è utile per riaffermare quanto detto nella precedente commissione dell’08.05.204, allorquando ho contestato la mancata consegna, in tempo utile ai consiglieri della commissione, della citata ordinanza.

Cari colleghi, qualcuno oggi può dire il contrario?

Ho appreso che il Consigliere Mauro Liuzzi ha affermato, in buona fede, che egli stesso ha depositato l’ordinanza agli atti della Commissione del 31.03.2014, sulla sua buona fede non ho motivo di dubitare, certamente però la sua affermazione è del tutto poco obiettiva.

Le ragioni di questa mia affermazione risiedono nel fatto che, come emerge dal verbale del 31.03 u.s. (all.1), quella ordinanza fu depositata agli atti e mai consegnata ai consiglieri presenti. La mancanza di obiettività dell’affermazione suddetta, sta nel fatto che il Consigliere Liuzzi ed il Sindaco, per quanto affermato nelle diverse sedi, non si sono accorti che quel deposito è avvenuto dopo la chiusura della discussione di quella commissione, il cui punto all’ordine del giorno però era un altro; come attestato dallo stesso avviso di convocazione “ D.lgs. n°152/2006 e ss.mmi.li esecuzione delle sentenza del Tar Puglia n°1302/12- Procedimento di riesame della Determinazione del Dirigente dell’ufficio Tutela ………(all.2)

Sul punto mi pare doveroso precisare che, successivamente alla conclusione di quella commissione(in quanto concluso esaurito l’ordine del giorno previsto), ci siamo trattenuti ( non tutti) perché, in sede del sopralluogo effettuato in data 28.03. u.s., avevamo stabilito che informalmente avremmo discusso su quanto “si è potuto constatare in occasione del sopralluogo effettuato presso la cava” .

In quella circostanza abbiamo concordato di approfondire la situazione della zona interessata, come affermato dallo stesso architetto Cavallo dirigente dell’ufficio urbanistico. Subito dopo, il consigliere Liuzzi, ha preso la parola, dichiarando di presentare l’ordinanza n°54/2011 “ di demolizione di opera abusive riguardanti le opere abusive”. (all.3).

Quanto affermato pocanzi, lo conferma l’avviso di convocazione dell’8.05.2014 nel quale è riportato il seguente ordine del giorno “ Ampliamento cava di tufo…………..aspetti consequenziali al sopralluogo del 28.03.2014” (all.4) dunque quella produzione documentale del 31.03, come detto, era del tutto informale .

Ne consegue quindi che, anche a voler cercare il documento prodotto dal Consigliere Liuzzi, nella carte della commissione “ sulle cave”, non l’avremmo trovato; Dunque spettava al Presidente il compito di consegnarlo, non solo a presenti informalmente rimasti dopo la chiusura di quell’ordine del giorno, ma anche ai consiglieri assenti o andati via prima, cosa che non è avvenuta.

Ma la maggiore anomalia l’ho riscontrata la mattina della conferenza stampa del sindaco, allorché il segretario del partito democratico mi ha consegnato la cartelletta con tutti i documenti che il sindaco, poco prima, aveva consegnato ai giornalisti.

Ebbene, in detta cartella, era contenuto, tra gli altri, un sottofascicolo con il nome “ampliamento cava” al cui interno vi era il verbale del 31.03., al quale, però, era stata aggiunta, sotto all’ordine del giorno effettivo, la scritta con pennarello nero“ ampliamento cava”. (all.5)

A voi tutti quindi lascio le dovute conclusioni e valutazioni.

MANCATA ESECUZIONE DELL’ORDINANZA 54/11

Ma ritornando al Presidente della commissione, ribadisco che mi pare doveroso “ringraziarlo” perché mi permette di evidenziare la differenza che passa, per me, ma credo per tutti gli italiani, tra:

  • riportare lo stralcio di una ordinanza in un altro documento ( con ciò si avrebbe una conoscenza parziale del contenuto del documento citato)

e

  • consegnare il documento (con ciò si avrebbe la conoscenza completa della stesso).

Nel caso dell’ordinanza in questione, noi attraverso il documento con prot. 2987/12 abbiamo avuto una conoscenza parziale dell’ordinanza, essendo fondamentale in una ordinanza, non solo il dispositivo o parte di esso, ma anche i termini dell’adempimento, le eventuali sanzioni o prescrizioni(non potevamo sapere entro quanto tempo dovevano adempiere all’ordinanza).

Su questo punto, proprio la sua produzione rende necessaria questa mia relazione, che tende ad evidenziare una certa superficialità con cui il sindaco e la maggioranza tutta, si sta occupando della vicenda.

Vi sottolineo che;

  • l’ordinanza 54 risale al 2011 (nostro protocollo del 25.03.2011) ed è firmata anche dal sindaco, che quindi sapeva della sua esistenza;
  • nel febbraio 2012 hanno redatto e prodotto alla Regione Puglia il documento 2987 ;
  • in detto documento, viene riportato, oltre allo stralcio del contenuto dell’ordinanza, la considerazione conclusiva che segue: “ in relazione alla situazione sopra descritta l’ufficio dello sportello unico per l’edilizia ha avviato i necessari approfondimenti preordinati all’accertamento della avvenuta ottemperanza alla summenzionata ordinanza n°54/2011 e pertanto gli adempimenti richiesti con succitata nota dello sportello unico regionale delle attività estrattive saranno eseguiti al termine dell’attività di verifica in itinere e previo esame della documentazione integrativa richiesta”.

A questo punto si capisce chiaramente che il sindaco, pur essendo a conoscenza dell’ordinanza 54/11, non si è mai curato di verificare che la stessa fosse eseguita o che fossero stati eseguiti gli obblighi ad essa connessi.

Queste considerazioni le deduco dal verbale dell’ultima commissione dell’08.05.2014, allorché il sindaco avendo appreso dal Comandante e dal documento dallo stesso consegnatoci, della mancata esecuzione della stessa, gli ha chiesto di agire.

A questo punto, non v’è chi non veda la gravità di questi fatti e la necessità di capire come mai il Sindaco non si è curato, in ben due anni, di verificare che l’ordinanza – che fa parte di un documento a sua firma – fosse stata eseguita ????

APPROVAZIONE DELLE LINEE GUIDA SUL RECUPERO DELLE CAVE

A questo punto mi pare doveroso etichettare come “illuminate” la seduta della commissione dell’ 08.05.2104, nel corso della quale è emersa – per definirla con un eufemismo- la scarsa attenzione che il sindaco e la maggioranza stanno ponendo ad un tema così importante.

Durante la discussione, infatti, ci è stata consegnata a mani, una proposta di deliberazione redatta dall’ufficio urbanistica, avente il seguente oggetto “ Linee Guida per il recupero e la valorizzazione delle cave dismesse nel paesaggio comunale. Approvazione.”

Tale documento, veniva richiesto perché conseguenza di un preciso indirizzo politico della commissione, ossia quello di evitare di trasformare le cave in discariche ma di trasformarle, invece, come le cave di Fantiano, in strutture turistiche, ludiche ecc.ecc., insomma in una risorsa da valorizzare sotto il profilo paesaggistico, naturalistico e non solo.

Nonostante tale chiaro indirizzo, già in una commissione di marzo, ci veniva consegnata una bozza preliminare, che in realtà con sommo stupore, già allora, contrariamente a quanto richiesto, conteneva come soluzione al recupero della cave, proprio la possibilità di trasformarle in discariche controllate.

In quella prima occasione, fu subito evidenziato che tale tesi non era conforme all’indirizzo della commissione, per tale ragione, il tecnico Arch. Cavallo (responsabile dell’ufficio urbanistica), affermando di essersi sbagliato, si era ripromesso di apportare le opportune correzioni.

Purtroppo però così non è stato, infatti, trasformando quella bozza in una proposta di atto deliberativo, ha cancellato solo la predetta dicitura dall’ultima pagina, lasciandola invece intatta a pagina 16 e 21 dell’atto.

A questo punto c’è da chiedersi, come mai anche in questo caso, il sindaco non si è curato di accertarsi, preventivamente, del contenuto del predetto atto, come mai, proprio per l’importanza del tema, non ha letto prima ciò che il tecnico ha scritto e verificato l’eliminazione degli errori ???

Siamo o non siamo in presenza di una responsabilità politica del sindaco ??? anche su questo, lascio a voi le conclusioni.

 

AUTORIZZAZIONE PROROGA DELLA CAVA

Rispetto a questo punto, vorrei rappresentare che la Regione Puglia, con atto dirigenziale n°00058 del 04.04.2014, ha concesso la proroga alla coltivazione della cava, richiesta dalla Ecolevante in località Amici sulla particella n°61 del fg.83 ditta Ecolevante.

Cari colleghi, come mai noi non sapevamo nulla di questo documento ???

Non fu proprio il sindaco a dirci di stare tranquilli perché eravamo nei termini??

Ormai da qualche mese stiamo dibattendo sul tema e siamo addirittura andati a fare un sopralluogo per provare e dimostrare che quella cava era inattiva?? ma a questo punto a quale fine, se hanno concesso la proroga alla coltivazione ??

Chi si prende la responsabilità di quanto accaduto ?

Caro Sindaco e Caro Presidente, evidentemente la responsabilità politica di quanto accaduto è Vostra, a questo punto a che ci serve dimostrare che quella cava è inattiva, se con la proroga possono iniziare domattina?

Mi pare doveroso suggerivi di impugnare la predetta determina al fine di evitare il peggio e di vanificare il lavoro, l’impegno e l’attenzione che, noi almeno, abbiamo impiegato.

CONCLUSIONI

Caro Sindaco e caro Presidente, da lungo tempo vi sento ripetere che la maggioranza è contraria all’ampliamento, tuttavia, le ultime evidenze dimostrano il contrario, mi pare doveroso dire che ciò che porta una amministrazione a dimostrare la propria volontà rispetto ad un tema o problema, non sono le parole ma gli atti.

Sarebbe più facile per me insinuare che tre indizi fanno una prova, non lo ritengo opportuno, in quanto, per quanto evidenziato sinora, mi basta rilevare che le vostre, sono solo parole !!

CHIEDO

Di inoltrare formale richiesta al Dirigente Regionale che ha emesso il provvedimento, per l’Annullamento in autotutela della impugnata determina dirigenziale e di dichiarare cessata l’attività di cava ai sensi dell’art. 3 PRAE e ordinare la messa in sicurezza del sito e il ripristino ambientale.

Al Sindaco di impugnare, con urgenza, la determina n° n°00058 del 04.04.2014 del registro delle Determinazioni della Regione Puglia

Grottaglie li 16.05.2014

Avv. Ciro D’ALÒ

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Questione Discarica: Il Sindaco non può offendere

Sabato 10 maggio, presso la sala consiliare del Comune di Grottaglie, si è tenuta la conferenza stampa convocata dal sindaco Alabrese, in replica a quella convocata due giorni prima dai Consiglieri Comunali Avv. Ciro D’ALO’ e Prof.ssa Etta Ragusa Discarica Ecolevante – Lgh e richieste dei gestori, quale futuro scenario per il territorio di Grottaglie e San Marzano svenduto al business dei rifiuti”.Il sig. Sindaco, dinanzi ai  giornalisti, piuttosto che spiegare le sue ragioni rispetto alle critiche mossegli dagli stessi consiglieri in merito alla mancata consegna di alcuni documenti necessari ai fini della decisione sulla richiesta di ampliamento della cava e sulle istanze avanzate dalla società Ecolevante – LGH, si è preoccupato solo di attaccare personalmente i due consiglieri.

Il fatto in se, sarebbe rientrato nel paradossale modus operandi del primo cittadino, se non fosse per la gravità delle parole pronunciate dallo stesso, il quale, forse innervosito dall’essere stato platealmente messo a nudo, ha avuto una reazione ingiustificatamente spropositata. Probabilmente non avendo argomentazioni o giustificazioni  in merito a quanto evidenziato dai due consiglieri, ha preferito “bollarli” con termini che, per decenza,  ci asteniamo dal ripetere.

E’ opportuno precisare che i consiglieri D’Alò e Ragusa non hanno contestato “l’occultamento dei documenti”, semmai, come emerge anche dalle interviste rilasciate, la mancata consegnata in tempo utile, come direbbero i latini  “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Appare  inutile richiamare  le  grandi responsabilità politiche pregresse del sindaco Alabrese e dei  suoi sodali di partito,  in relazione all’ampliamento della discarica, ricordiamo le varie campagne elettorali finanziate della Ecolevante o i posti lavori dati ad alcuni parenti.

Con questo ci riferiamo al fatto che, nonostante il sindaco sapesse dell’esistenza dell’ordinanza 54/2011, oggetto delle recente contesa, da quando si è insediato non ne ha mai imposto, fino a qualche giorno fa, l’esecuzione o perlomeno non si è dato conto del fatto che fosse stata eseguita.

Appare dunque superfluo ribadire che le frasi da lui pronunciate nei confronti del Consigliere D’ALO’, oltre ad essere lesive delle sua onorabilità,  meritano certamente di essere approfondite nelle opportune sedi e comunque rispedite al mittente.

Offendere il consigliere D’Alò – dichiara Giovanni Annicchiarico, presidente del Sud in Movimento – offende  l’intero movimento e di conseguenza tutti gli elettori che lo hanno votato. Ci rammarica maggiormente – continua il presidente – né il segretario del Partito Democratico, né i Giovani dello stesso, fino ad arrivare ai consiglieri di maggioranza presenti alla conferenza stampa, nessuno abbia preso le distanze dalle gravi affermazione del primo cittadino. La situazione ancor più grave che emerge è il  comportamento del Consigliere Mauro Liuzzi, il quale, sino a qualche tempo fa,  lottava contro queste stesse persone per le loro responsabilità politiche proprio in merito alla questione discarica, oggi invece, passato in maggioranza, rimane silente dinanzi a gravi  ed  ingiustificati attacchi posti contro la minoranza. Potremmo tirare facili conclusioni, comprendiamo che anche in politica ci sono gli ordini di scuderia, ci permettiamo solo di affermare che non arretreremo di un passo e, coerenti,  lotteremo contro questa gestione del potere che a parole dice delle cose, ma i fatti sono esattamente il contrario.

Invitiamo, infine, tutta la cittadinanza a partecipare alla commissione consiliare che si terrà venerdì pomeriggio alle 16 presso la sala consiliare del Comune di Grottaglie.

 

La Segreteria  

(Sud in Movimento – Grottaglie)

 

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Quale futuro scenario per il territorio di Grottaglie e San Marzano svenduto al business dei rifiuti

Discarica Ecolevante-Lgh e richieste dei gestori

quale futuro scenario per il territorio di Grottaglie e San Marzano

svenduto al business dei rifiuti

 

Le richieste  avanzate da Ecolevante-Lgh sono gravi perché comprometterebbero ulteriormente il territorio di Grottaglie e San  Marzano con ancora più gravi rischi anche per la salute.

La richiesta di ampliamento della cava in contrada “Amici”, di mq 338.000, non può non far  pensare all’apertura di futuri “lotti”, dal momento che il terzo lotto sta per essere esaurito.

Tra i codici cer per i quali si chiede la deroga, sono inclusi i codici 191212 e 191302, citati in diversi processi per traffico illecito di rifiuti a causa dei famigerati giri bolla (i processi re Mida e Eldorado e, recentemente,  il processo “Black Smoke” di cui si sta occupando la Direzione antimafia di Milano (www.bresciapoint.it/ambiente/item/a-rovato-615-tonnellate-di-rifiuti-pericolosi-indaga-l-antimafia-di-milano).

La richiesta per l’impianto di trattamento del percolato, ove fosse accolta, sottoporrebbe il territorio ad esalazioni maleodoranti. Inoltre, se il terzo lotto è in via di esaurimento, che ragione avrebbe un simile impianto?

Dopo aver partecipato alle commissioni consiliari indette fino ad ora su tali richieste o perché il diniego della regione è stato respinto dal Tar o perché –come nel caso della cava- è stata ripresentata richiesta di Valutazione di impatto ambientale, i consiglieri Etta Ragusa e Ciro D’Alò devono denunciare che nessuna collaborazione è possibile con il sindaco Ciro Alabrese perché fatti gravi si stanno verificando.

Per quanto riguarda la richiesta di ampliamento della cava, non è stata tempestivamente consegnata ai consiglieri, nel corso delle riunioni di commissione, documentazione importante che è emersa solo oggi, a pochi giorni dello scadere dei termini.

Per quanto riguarda le richieste di deroga ai codici cer e di impianto per il trattamento del percolato, nella commissione convocata la sera prima della Conferenza di servizi, il prof. Petruzzelli del Policlinico di Bari, su incarico conferitogli dal Sindaco ha presentato la sua relazione, che non rispettava la volontà della Commissione, che era quella di sostenere i motivi del diniego con argomenti di carattere tecnico-scientifico, ma consigliava unicamente controlli frequenti e mirati.

Ebbene, quantunque ciò fosse stato evidenziato in sede di commissione, il Sindaco ha consegnato ugualmente tale relazione al tavolo della Conferenza di servizi, pur confermando “il proprio parere contrario anche per le ragioni e osservazioni espresse nel verbale della seconda commissione”.

Mentre il legale di Ecolevante-Lgh rimarcava in sede di Conferenza di servizi –riguardo al parere e del prof.Petruzzelli- che “in esso non sono espresse valutazioni negative all’istanza presentata da Ecolevante”.

Ma ora basta con ogni ambiguità. I Sindaci Alabrese e Tarantino devono assumersi le proprie responsabilità e devono informare e mobilitare la popolazione per evitare ulteriori scempi al territorio e pericoli per la salute.

 

 

Grottaglie, 9 maggio 2014

 

Ciro D’Alò

(Sud in Movimento – Grottaglie)

Antonia Carmela Ragusa

(Rinascita Civica e Cittàttiva – Grottaglie)

Francesco Leo

(Idea Comune – San Marzano di S.G.)

 

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Lu Sbantuso numero zero

LU SBANTUSO – Manifesto di informazione cittadina – numero 0

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Prima PAGINA LU SBANTUSO

Seconda PAGINA LU SBANTUSO

Terza PAGINA LU SBANTUSO

Quarta PAGINA LU SBANTUSO

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Controlli alla Discarica Ecolevante: il Sindaco ci ha presi in giro!

Sin dal mio insediamento come Consigliere Comunale ho  incalzato il Sindaco e la sua maggioranza sulla necessità di effettuare dei  seri controlli  all’interno della  Discarica Ecolevante di Grottaglie.

La risposta alle mie richieste è stata che i controlli venivano e vengono eseguiti dal Politecnico di Bari.

Avendo il Sindaco e il Partito Democratico autorizzato l’insediamento della Discarica, la diffidenza era d’obbligo, infatti dopo aver visionato e verificato gli atti, ho pressato il Sindaco affinché facesse chiarezza sulla vicenda, il risultato è stata la convocazione di un  Consiglio Comunale sui controlli alla discarica.

Durante  la discussione in Consiglio, è emerso ciò che da tempo contestavo, ossia che quelli fatti dal Politecnico non sono controlli, ma semplici validazioni, intendendosi con ciò che il Politecnico non scava nella discarica per vedere cosa c’è dentro, ma verifica solo se i dati che fornisce la società Ecolevante siano corretti.  Il controllato che si controlla da solo!

Nell’occasione è intervenuto il Prof. Petruzzelli della facoltà di ingegneria del Politecnico di Bari, il quale, dopo una dotta lezione ha seraficamente ammesso e confermato che la convenzione voluta dal Sindaco, quando era Assessore all’Ambiente, non prevedeva controlli, ma solo validazioni, le quali, secondo quanto è emerso, non  offrono nemmeno un campione significativo ai fini statistici.

La cosa grave che è emersa, è che su tutti e tre i lotti di discarica  vengono effettuate solo 2 verifiche annuali, che costano circa 25000/00 all’anno.

Le bugie del Sindaco  sono emerse in tutta la loro grandezza ed hanno turbato  anche l’Assessore Stefani, che pure credeva ed aveva dichiarato trattarsi di controlli. A questo punto il tempo delle prese in giro è terminato,da ora in poi non ci sarà più posto per l’ambiguità infatti ho preteso ed ottenuto la possibilità di effettuare i controlli alla discarica Ecolevante e di rivedere la inutile convenzione.

Sono fortemente preoccupato per ciò che potrebbe essere stato sversato nella discarica Ecolevante  di Grottaglie, infatti, dagli atti della Commissione Parlamentare Antimafia sul Ciclo dei rifiuti, è emerso che la stessa è stata terminale di un traffico illecito di rifiuti. Come possono quindi il Sindaco, l’assessore Stefani e la loro  maggioranza,  dormire tranquilli sapendo che li sotto può essere stato seppellito qualcosa di pericoloso per la salute dei cittadini?

Per questo motivo ho chiesto che vengano fatti fare dei seri ed approfonditi controlli dall’ARPA, ed in particolare che vengano eseguiti i carotaggi.

Il consiglio comunale ha deciso che tali attività dovranno essere svolte, anche se, nonostante la  mia richiesta di voto, il presidente del consiglio non ha fatto votare, dicendo che la posizione del consiglio era chiara.

Ora dobbiamo aspettare la Convocazione della I e II commissione riunite, i cui presidenti sono Angelo Nisi e Antonio Campanella, componenti di spicco del Partito Democratico, che speriamo abbiano il coraggio e volontà di fare in fretta.

La cosa probabilmente  non ha lasciato imperturbato il gestore, proprio questa mattina, importanti esponenti dell’entourage aziendale, erano nei pressi del Bar nelle vicinanze del Comune a parlare con il segretario personale del Sindaco. Staremo e vedere.   

 

Consigliere Avv. Ciro D’ALO’ 

Sud in Movimento  

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EX Tribunale: era già tutto deciso!

Sindaco Alabrese ma lei come informa i cittadini?

In merito alla questione della destinazione d’uso dell’immobile sito nella Piazza Regina  Margherita continuano in questi giorni, le “esternazioni creative” a nascondere la realtà. Lo stabile che ospitava il tribunale di Grottaglie è stato già destinato, più di un anno fa, a diventare il Centro Operativo dei Vigili Urbani.

Sud in Movimento ancora una volta svela i vecchi giochi di una politica che non gli appartiene. Dopo aver richiesto la documentazione del progetto per l’istituzione della Z.T.L. (Zona a Traffico Limitato) atta a regolare il traffico nel centro storico, abbiamo anche appreso con stupore che il sindaco aveva già deciso sulla sorte dell’ Ex Tribunale di Grottaglie.

Tralasciando, momentaneamente, una valutazione sul piano che dovrebbe regolare il traffico nel centro storico, Sud in Movimento vuole che ancora una volta si palesi la totale rinuncia del sindaco Alabrese ad attivare un processo democratico utile ad amministrare la Città di Grottaglie.

Del tutto inutili e strumentali risultano essere le discussioni sulla destinazione d’uso dell’edificio, offensivo è stato alimentare le speranze di chi ha preso in considerazione la possibilità di trasferire alcune classi del liceo Moscati in quell’edificio.

Ancora più grave è il fatto che, nonostante il piano Cervellati, il sindaco continui a violare le linee guida dello stesso che, coerentemente al contesto storico-architettonico, prevede l’abbattimento dello stabile, destinando la struttura ad un nuovo utilizzo.

La mancata onestà e trasparenza degli atti, la palese violazione del piano Cervellati e soprattutto la presa in giro nei confronti di tutta la cittadinanza, sono uno spavaldo quanto sfrontato attacco alla democrazia da parte del sindaco e di tutta la sua giunta che regge il solito “giochetto” politico.

L’ ennesima dimostrazione di quanto questa amministrazione sia lontana dalle vere esigenze della città. Il sindaco e la sua giunta incapaci di governare la città, devono assumersi la responsabilità di essere trasparenti con la cittadinanza. A nostro parere, abbiamo aspettato fin troppo tempo!

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C.S. Il tribunale va abbattuto

Piazza Regina MargheritaPer il Sud in Movimento il tribunale va abbattuto.

La presa di posizione avviene dopo i vari articoli comparsi sui quotidiani in cui si ipotizzano, con la solita demagogia istituzionale, le più disparate destinazioni d’uso dell’edificio.

Rispettando il consueto modus operandi dell’attuale amministrazione, le decisioni inerenti la gestione della cosa pubblica sono spesso dettate da foga propagandistica e non mirano al vero bene comune. Tra le varie ipotesi di destinazione, quella di realizzare l’ennesima sede distaccata del Liceo Moscati, con l’aggiunta di un paio di classi. Una soluzione questa che andrebbe a tamponare momentaneamente un problema che persiste ormai da più di vent’anni. Il copione delle banali e sciatte strumentalizzazioni si ripete sovente.

Il Sud in Movimento, coerente con i propri principi e valori, ritiene che per un concreto e funzionale sviluppo del centro storico, l’edificio dell’ex tribunale vada demolito con conseguente rivalutazione di Piazza Regina Margherita, attualmente stuprata dall’edificio in questione.

In linea con quanto indicato nel piano Cervellati, che peraltro ha avuto un costo per la collettività,   la sollecitazione del Sud in Movimento punta alla realizzazione di un area verde.

Il nostro centro storico tramanda una memoria storica con potenzialità artistico – architettoniche ancora da valorizzare e abbattere l’edificio in questione non solo restituirebbe integrità architettonica e vivibilità alla piazza e a tutto il suo quartiere, ma creerebbe le condizioni per renderlo piu appetibile per i turisti e per i cittadini residenti. Inoltre, elemento da non sottovalutare, si allenterebbe la morsa del traffico e dei parcheggi selvaggi che affollano la piazza.

Questa  potrebbe essere – dichiara Giovanni Annicchiarico, presidente del Sud in Movimento –  l’occasione per iniziare a riqualificare il centro storico: il piano Cervellati è stato approvato da dieci anni e non è mai stato rispettato. L’obiettivo che deve essere perseguito è  – continua il presidente –  il recupero della bellezza come valore,  che è anche ciò che cercano i cittadini e i turisti che frequentano le zone pedonali, affinché le piazze siano vissute in maniera intensa e continua. Dalla qualità dell’accoglienza dipende anche il successo civile, commerciale e turistico dell’area.

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La discarica ed i carotaggi

Il Consiglio Comunale scorso ha sancito una epocale vittoria nella lotta contro la discarica. Senza nulla togliere agli interessanti argomenti presentati dagli altri Consiglieri, ci pare doveroso evidenziare che finalmente nella discarica Ecolevante di Grottaglie, si effettueranno dei controlli approfonditi.

Certamente non sfuggirà ai più la lotta portata avanti dalle famiglie e dai giovani di Grottaglie e San Marzano che, per più di due anni, hanno notte e giorno presidiato la discarica, al fine di impedirne l’ampliamento e vederci chiaro, su ciò che ivi veniva sversato. Inoltre, per difendere il diritto alla salute e all’ambiente, i predetti cittadini hanno subito denunce e processi anche per colpa dell’attuale sindaco, che, oltre ad essere in quel periodo Assessore all’Ambiente aveva denunciato i manifestanti perchè sgraditi alla sua politica.

Come dice un detto, comunque, ‘il tempo, a differenza di alcune persone, è galantuomo’, dato che i cittadini, dopo regolari processi, sono stati tutti assolti,  nonostante la discarica sia stata ampliata (per colpa di esponenti politici che oggi rappresentano la maggioranza)

Ma a rendere onore e giustizia ai cittadini impegnati è stato proprio il tempo visto che a distanza di anni, il Sud in Movimento, perseverando con la lotta all’interno del Consiglio Comunale, è riuscito attraverso il Consigliere Comunale Ciro D’Alò a inchiodare il sindaco e la sua traballante maggioranza alle proprie responsabilità.

Dopo una prima interrogazione alla quale non è conseguita nessuna risposta concreta, è stato proposto un ulteriore dibattito all’interno del Consiglio Comunale a seguito del quale il sindaco si è visto costretto a convocare un Consiglio monotematico sulla questione discarica.

In particolare il Consigliere D’Alò ha preteso l’esecuzione dei carotaggi all’interno dei tre lotti della discarica oltre a più approfondite analisi sulle matrici ambientali e sul percolato.

Per evidenziare la preoccupazione che ruota attorno al sito, durante il Consiglio si è sottolineato il fatto che la discarica è stata terminale dello sversamento di rifiuti che, stando alla legge, non sarebbero dovuti arrivare così come emerge dai verbali della commissione parlamentare anti-mafia sul ciclo dei rifiuti.

Se il sindaco manterrà la parola riguardo alla convocazione del Consiglio monotematico, che ci auguriamo avvenga con urgenza, constateremo se la maggioranza avrà il coraggio di votare l’ordine del giorno che autorizzerà i carotaggi, o se,in caso contrario, avremo la conferma della loro ‘contiguità’ con i padroni della discarica.

Una cosa comunque rimane certa e indelebile. Sud in Movimento, coerente con i propri ideali, continuerà a lottare contro questo eco-mostro.

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