C.S. Invito al comizio

Comizio Sud in MovimentoSud in Movimento invita tutta la cittadinanza a partecipare al comizio cittadino che si terrà domenica 19 ottobre alle ore 19:00 presso Piazza Principe di Piemonte.

L’aumento della TARI alla percentuale massima consentita, la tariffazione errata sulle pertinenze delle abitazioni, hanno portato all’esasperazione la cittadinanza grottagliese ormai esausta di sopportare un sindaco e la sua giunta inadeguati.
Le tasse sono necessarie per garantire a tutti i cittadini i servizi che gli spettano di diritto. Il compito di un buon sindaco e della sua giunta è quello di saper far quadrare i conti e come un buon padre di famiglia, gestire al meglio le risorse di una cittadinanza. Tutto ciò che non ha fatto il primo cittadino Alabrese che in barba alle leggi regionali, non ha attivato la raccolta differenziata che avrebbe evitato i 315.000 euro di multa (eco tassa) imposti dalla Regione Puglia.
Con la stessa non curanza verso i cittadini, il sindaco e la sua giunta hanno pensato bene di spalmare la sanzione su tutti i cittadini. Come se non bastasse le aliquote per il calcolo dell’importo sono le più alte che si potevano applicare. Ad aggravare il tutto il calcolo errato delle pertinenze le cui tariffe utilizzate sono quelle per le utenze “non domestiche” mentre ai cittadini spetta la tariffazione relativa alle utenze “domestiche”.
Il risultato di una gestione di questo tipo dovrebbe essere tangibile e ben visible, strade  curate, semafori funzionanti, centro storico in pieno splendore, spazi sociali, piscina e centro servizi per l’agricoltura operativi.
Ma l’amara verità è che sin dall’insediamento del sindaco Alabrese & co., si palesano l’assoluta inadeguatezza, l’incompetenza, superficialità e la mancanza di rispetto per i cittadini.
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Comizio del Sud in Movimento

Comizio Sud in MovimentoIl dissanguamento che il Sindaco Alabrese e la sua “maggioranza” ha imposto ai cittadini tramite le tasse, specialmente per mezzo dell’ultima TARI, dove sono stati spalmati 315.000,00 € per una penale sull’EcoTassa che il Comune dovrà pagare alla Regione Puglia per il mancato raggiungimento della percentuale prevista dalla legge per la Raccolta Differenziata nei comuni, il Sud in Movimento raccoglie ancora una volta la voce dei cittadini, sempre più ignorati e non tutelati, con un Comizio Cittadino!

Raccolta differenziata inesistente, strade sporche, centro storico insalubre, discarica con primo, secondo, terzo e quarto lotto ecc ecc ecc ecc ecc ecc ecc ecc … in più, 315.000,00 € di EcoTassa per l’incapacità di quest’Amministrazione!


Ci vediamo domenica 19 ottobre 2014
alle ore 19:00 in Piazza Principe di Piemonte
a Grottaglie (Ta)

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Il ratto delle “chianche”

chiancheVia Appia Antica: “strada romana che collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l’Oriente nel mondo. È la più famosa strada di cui siano rimasti i resti, confermata dal soprannome con il quale i Romani l’appellavano: regina viarum (La Regina delle Strade).” Con queste parole è definita una delle strade più importanti dell’antica Roma, ancora esistente. Calpestata dallo storico Spartacus, fiore all’occhiello di Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano, che la ampliarono; restaurata da Papa Pio VI, conosciuta come “La via dei Crociati”, rivalutata nel rinascimento e voluta con “Perizia e precisione degna dei migliori ingegneri” dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 a.C.

Ebbene, dopo oltre 2300 anni, c’è voluta la mano dell’attuale Amministrazione, sotto la direzione di Cirus Alabreses, nell’anno Domini 2014 d.C., per spodestare la Regina delle strade. In barba al rispetto dovuto a “chianche” che hanno collegato l’Europa all’Orinete, le abbiamo, infatti, viste accatastate ai bordi della strada, durante i lavori previsti in via Ennio che, per una decina di giorni, hanno paralizzato la città. Accatastate lì, alla portata di tutti.
Tralasciando però la questione puramente logistica, quelle “chianche”, d’alta rilevanza e testimonianza storica … che fine hanno fatto? Dove sono andate a finire?

Ennesima domanda “a tema” che Sud in Movimento rivolge a quest’Amministrazione. Analoga, infatti, a quella protocollata sottoforma d’interrogazione a risposta scritta nel lontano marzo 2013 d.C., inerente proprio alle “chianche”, quelle estirpate nel centro storico durante i lavori svolti dall’Acquedotto Pugliese. Com’è facile intuire, non è mai giunta nessuna risposta. Dove sono? Che fine hanno fatto? Sono state numerate e conservate? O sono già finite nel giardino di qualcuno?
Non lo sapremo mai.

Il fatto comunque d’ignorare interrogazioni di ogni genere o richieste d’accesso agli atti, è prerogativa di questi Assessori, in particolare di quello ai Lavori Pubblici: Alfonso Annicchiarico. Come sopra inteso, non avendo mai risposto all’interrogazione, non ha nemmeno ancora fornito al consigliere Ciro D’Alò tutta la documentazione completa inerente al progetto di ripristino delle Cave di Fantinao … richiesta che gli è pervenuta già da mesi ma mai onorata.

Un milione di euro saranno spesi a Fantiano, tra fondi regionali e comunali, per un’ennesima cementificazione nel Parco delle Gravine e per chissà quale “recupero” ancora una volta per mano di “chi” quei luoghi li ha già resi uno scempio; in barba alla conoscenza dei luoghi, delle sue necessita e dell’opinione dei cittadini.

Dobbiamo dedurre che le risposte non vengono fuori per motivi ambigui? O perché quet’Amministrazione è già sotterrata? … aspettiamo allora altri 2300 anni! Magari, oltre alle ossa fossilizzate dei nostri Amministratori, saranno rinvenute le risposte alle interrogazioni.

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Altrimenti che inciucio è?

Considerato che plausibilmente, passato il polverone delle elezioni provinciali, tutti gli attori coinvolti nell’inciucio jonico faranno si che il tutto torni nel classico modus operandi tipico dei partiti tarantini, il Sud in Movimento decide di prendere la parola. Già queste elezioni, chiamate asetticamente di 2° livello, nella realtà esautorano il diritto democratico della scelta dei propri rappresentanti, sono il paradigma degli schemi decisionali di renziana memoria, in più hanno rappresentato un grande inciucio.

Di fatti Martino Tamburrano è il nuovo presidente della Provincia di Taranto. Una brutta pagina che si va ad aggiungere alle tante già collezzionate dal Pd nell’area jonica. Ha vinto l’inciucio peggiore, tra PD e FI, che ha garantito una poltrona di comando ad una persona su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Tanto per essere chiari,i consiglieri del PD che hanno come riferimento l’on Pelillo invece di votare Lopane ( sostenuto in maniera anomala dal segretario regionale del PD Emiliano) hanno votato per il candidato di FI. Una sorta d’intesa che rispecchia la politica nazionale in cui tutti si fanno la guerra ma poi fanno gli inciuci. Ha vinto un modo di fare politica che andrebbe archiviato perché non tutela il cittadino e non è rivolto al bene comune. Nei prossimi mesi la Provincia Jonica dovrà esprimersi sulle varie autorizzazioni a discariche e inceneritori e tra queste vi è quella relativa al raddoppio dell’inceneritore di Massafra di proprietà della Marcegaglia attuale presidente dell’Eni. Eni che a Taranto vuole realizzare Tempa Rossa. Coincidenze? Fatalità?
Quello che è certo è che qualcuno dovrà prendere dei provvedimenti e in particolare il segretario Emiliano dovrà fare un pò di pulizia ammesso che ne abbia voglia. Ma si sà che per fare questo occorre anche un pochino di onesta intellettuale e politica cosa che oggi nel PD manca sia a livello locale e non. Tra non molto partirà la corsa per la presidenza della regione,quei voti “persi” potranno finalmente tornare indietro e questo Emiliano lo sa benissimo. Altrimenti che inciucio è?

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Foto de La Notte dei Briganti – IX Edizione

 

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IX Edizione de La Notte dei Briganti: TERRE COTTE

La Notte dei Briganti 2014 Grottaglie TERRE COTTE

La Notte dei Briganti 2014 Grottaglie TERRE COTTE

Giunti ormai alla IX Edizione de “la Notte dei Briganti” siamo costretti a ritornare sul binomio ambiente violentato e sfruttato, già trattato sin dalla prima edizione. Già allora ci ponevamo come termine del confronto quello della devastazione ambientale e sociale, esercitata sui territori dai giganteschi complessi industriali. Facevamo i conti nei Comuni della Provincia con i guasti prodotti dalle grandi fabbriche insediatasi a Taranto sin dagli anni’60, dapprima con l’insediamento dell’Italsider, poi con la raffineria dell’Eni e la Cementir, “ospitando” nelle terre rosse tra Grottaglie e San Marzano, a Statte, a Lizzano, gli scarti di quel sistema, e non solo. Una grossa parte dei rifiuti tossici provenienti dall’intero complesso industriale italiano: dalla chimica alla petrolchimica alla farmaceutica smaltiti legalmente e illegalmente laddove ci fosse una cava da ricolmare, o un buco da riempire. Le discariche per rifiuti speciali, gli inceneritori, le fabbriche impattanti sulla salute delle persone sono tutti paradigmi, tutte espressione del sistema economico capitalistico. Che di fatto, godendo dell’assenza di vincoli politici e legislativi degni, hanno prodotto sui territori, con il passare del tempo, una serie di effetti negativi a cascata, tra cui vi sono sicuramente la sottrazione di risorse e il conseguente impoverimento delle comunità. Ciò che è più importante: nel nome del massimo profitto si è compromesso lo stesso diritto di sopravvivenza alle generazioni future. Sono stati violati i diritti dei lavoratori, e della salute, per tutti.

La misura, però, è colma. Crediamo siano necessari interventi adeguati ed immediati che affrontino la crisi in questione nella sua interezza e complessità, trovando soluzioni in grado di coniugare le diverse dinamiche economiche e sociali, contrastando quella logica del ricatto occupazionale, che impedisce l’edificazione di un altro modello di sviluppo. Il caso dell’ Ilva di Taranto è un esempio emblematico, ma non il solo, di sfruttamento ambientale e sociale; è un impianto altamente inquinante, come tantissimi altri in Italia, che ha devastato le risorse naturali di un intera provincia, ma è soprattutto parte di un sistema consolidatosi nel tempo, che ha aggredito molteplici aspetti delle nostre esistenze. L’ emergenza sanitaria che affrontiamo quotidianamente è solo uno dei tanti riflessi, delle tante drammatiche conseguenze del modello iper – liberista che ci dice che non ci sono alternative: all’accrescimento delle patologie tumorali, cardiopatiche e respiratorie, all’aumento del 21% delle percentuali delle morti infantili a Taranto (stando al recente studio “Sentieri” condotto dall’Istituto Superiore di Sanità), alla devastazione dei territori.

A tutto questo diciamo basta. Pretendendo e rivendicando il diritto a una sanità libera da limiti di accesso, che non subisca nuovi tagli strutturali, e che sia capace di contribuire allo sviluppo dei fondamentali livelli di prevenzione e assistenza. All’altro dramma correlato a un sistema economico ormai guasto, quello della disoccupazione giovanile e femminile capace di incidere con violenza nella società, impedendo qualsiasi forma di relazione economica svincolata da speculazioni e sfruttamento, pretendiamo nuove forme di produzione sostenibili attuabili attraverso la rivendicazione del Reddito di base, strumento principe capace di contrastare clientelismo, malaffare e speculazione, e restituire dignità alle vite di ognuno di noi. A partire da ciò, vogliamo contribuire a costruire un’altra società, un altro mondo possibile.

Negli ultimi anni, tuttavia, la crisi ambientale che attraversa l’ intero Paese – da Nord a Sud – ha svolto una duplice funzione: se da un lato ha palesato l’ esistenza di un complesso sistema di speculazione, pubblico e privato, a danno dei territori, (come ormai da più parti, ormai, è stato riconosciuto), contemporaneamente ha innescato la costruzione di una nuova partecipazione collettiva di opposizione a tali fenomeni. Un po’ in tutta Italia si sono costituiti nuovi comitati, reti, movimenti e realtà associative che tutte insieme formano un nuovo modello di partecipazione politica dal basso, denunciando quotidianamente i tanti casi di inquinamento e contaminazione presenti nel nostro Paese e dimostrando che nessuna Regione è immune dagli scempi.

Anche i comitati della nostra Regione, la Puglia, vittima di molteplici opere di devastazione, hanno partecipato attivamente, negli anni, alla creazione e al rafforzamento delle lotte di rivendicazione in difesa del territorio, moltiplicando le iniziative di protesta e informazione, inserendo in ognuna di esse anche l’ obiettivo di individuare nuovi sistemi di produzione, realmente compatibili con l’ ambiente. E’ all’esperienza di Stop Biocidio, nata in Campania e poi diffusasi nel Lazio e in Abruzzo, che guardiamo con interesse, come esempio virtuoso, di come, cioè, l’ unione tra i vari comitati provinciali abbia determinato il risveglio di una coscienza collettiva, capace di oltrepassare i confini geografici regionali e realizzare un movimento di protesta nazionale. Anche in Provincia di Taranto, anche in Puglia, vogliamo fermare il biocidio: il costante e criminale sterminio di esseri umani attraverso lo sfruttamento affaristico dell’ ambiente. Non è una interpretazione apocalittica della realtà, è la condizione causata da decenni di malaffare.

Di fronte ad un’ emergenza sanitaria, ambientale ed economica di una così grave entità, come Sud in Movimento, al pari dei comitati che lottano contro discariche ed inceneritori presenti nella Provincia di Taranto, riteniamo che qualsiasi nuova forma di ingiustizia sociale ed ambientale debba essere bloccata perché non è accettabile, per nessun motivo, che alla nostra terra assieme ai popoli che la abitano venga anche tolta la dignità e la possibilità per poter riemergere. Di autodeterminarsi, per costruire una società più equa e giusta, dove ogni individuo non sia più un automa vittima dello schiavismo capitalista, ma una persona libera di esprimersi cooperando col resto della comunità.

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Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie trascurato, cosa intende fare il Sindaco e la sua Giunta?

ipogeo_grott_5_1256815597647Il quartiere delle ceramiche, fiore all’occhiello della città di Grottaglie, meta ambita dai turisti e patrimonio indiscusso dell’artigianato locale dovrebbe essere preservato, tutelato e curato dall’amministrazione al fine di garantire la sua storia decennale e il suo pieno splendore.

Ma siamo a Grottaglie, “paese della monnezza”, dove le cose non funzionano o funzionano male ed i problemi restano irrisolti.

Facendo un giro nel quartiere, anche su segnalazione di alcuni artigiani, la domanda nasce spontanea, come mai nessuno si cura dei problemi del quartiere delle Ceramiche? Eppure, almeno quelli legati alla igiene urbana, alle strade infestate dalle blatte, alla mancanza di indicazioni stradali, sarebbero facilmente risolvibili, invece, la disattenzione del Sindaco e della sua giunta, non fanno altro che incancrenire i problemi.

A più riprese ci è stato segnalato Continua a leggere

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Vigiliamo per la discarica, Sud in movimento, Idea comune chiedono di partecipare alla Conferenza di servizi di giovedì 19 giugno

Il progetto per l’impianto di trattamento del percolato, presentato da Ecolevante-Lgh, sarà l’argomento di cui si discuterà nella prossima Conferenza di servizi del 19 giugno prossimo convocata dalla Regione.

Importanti ragioni per il diniego sono state presentate dai consiglieri  Etta Ragusa e Ciro D’Alò nelle riunioni delle commissioni comunali in cui si è discusso dell’argomento, e con le quali hanno concordato anche altri consiglieri di minoranza.

Ma il sindaco Alabrese, e il sindaco Tarantino era d’accordo con lui, nella conferenza di servizi del 29 aprile u.s., convocata per la deroga ai codici e per l’impianto di percolato, oltre alle osservazioni dei consiglieri ha presentato anche il parere tecnico del prof. Petruzzelli, da lui incaricato, in cui non è evidenziato alcun motivo di diniego, come ha prontamente rimarcato il rappresentante di Ecolevante-Lgh.

Pertanto, quello espresso dai Sindaci di Grottaglie e San Marzano è stato un diniego finto che ha già causato il rilascio all’Ecolevante-Lgh dell’autorizzazione alla deroga dei codici Cer.

Non si deve verificare la stessa cosa nella conferenza di servizi del 19 giugno prossimo.

Sono tre settimane che non si riunisce la seconda Commissione consiliare.

Sono tre settimane che non si discute né della richiesta dell’impianto per il percolato, né del progetto per la mega-cava attigua al terzo lotto, in contrada Amici, che costituisce la terza richiesta avanzata da Ecolevante-Lgh.

Dall’ambiguità siamo passati al silenzio e all’immobilismo. Tanto più colpevoli quanto più gli eventi incalzano.

Di questi temi si è parlato nell’incontro pubblico tenutosi domenica 15 u.s. a San Marzano, su iniziativa del consigliere Francesco Leo di Idea comune. Ma si è parlato anche anche dell’inchiesta “Black smocke” che vede coinvolti per traffico illecito di rifiuti due esponenti dei vertici della municipalizzata Linea Ambiente-Lgh che gestisce per l’85% la discarica Ecolevante di Grottaglie.

E della necessità che in sede di conferenza di servizi siano sostenute con forza tutte le motivazioni presentate dagli ambientalisti affinché sia negata l’autorizzazione sia al progetto per l’impianto del trattamento del percolato, sia al progetto di cava.

Ma è stato anche comunicato che dalla Regione è stata concessa a Ecolevante l’autorizzazione allo scavo, contro la quale il sindaco Alabrese, sebbene preventivamente sollecitato, non è intervenuto per evitarla. Ed è stata per l’ennesima volta ribadita la necessità che i sindaci Alabrese e Sorrentino richiedano con urgenza alla Regione e all’Arpa controlli mirati sulle falde acquifere per verificare l’eventuale presenza di metalli pesanti.

All’incontro pubblico hanno portato il loro prezioso contributo e la loro solidarietà i comitati CarosiNOdiscariche e Attiva Lizzano, mentre il poeta Dino Maiano ha letto una sua poesia ambientalista e il giornalista Gaetano De Monte ha concluso la serata con i dati della sua ultima inchiesta sul disastro ambientale di cui sono vittime Taranto e la sua provincia.

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DISCARICA: Campanella si dimette

Come disse qualcuno a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Può essere riassunta così l’ennesima riunione della seconda commissione consiliare che aveva, questa volta, il compito di approvare una delibera di indirizzo sul recupero delle cave, da sempre appetibie antipasto all’apertura di nuove discariche. La delibera in questione aveva proprio lo scopo di escludere dai potenziali utilizzi successivi alla coltivazione delle cave quella di discarica controllata. Peccato che, per la terza volta consecutiva, appariva, in contrasto con quanto indicato dalla commissione stessa, proprio la dicitura “discarica controllata” tra i possibili utilizzi successivi delle cave. Fatto questo che ha spinto Campanella del PD, presidente della seconda commissione, a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico che stando a quanto dichiarato da chi materialmente ha redatto la bozza di delibera, l’Architetto Cavallo dell’ufficio tecnico, l’inserimento della dicitura inquestione, è stato, anche se ripetuto per ben tre volte, un mero refuso.

Il fatto però non può essere ridotto a semplice errore di redazione e, come affermato in sede di discussione dal consigliere di Sud in movimento D’Alò, le responsabilità politiche sono evidenti. Il presidente Campanella, infatti, ha il compito di controllare e consegnare tutta la documentazione inerente la commissione e sarebbe stato suo compito curarsi del fatto che tutti i componenti avessero la copia, senza errori, della bozza di delibera. Come è anche avero che, avendo il Sindaco la delega all’urbanistica, avrebbe già in origine dovuto controllare la correttezza degli atti redatti dall’ufficio. Scaricare la colpa interamente sugli uffici, che sicuramente hanno le loro responsabilità, appare come un infantile tentativo di lavarsene le mani. Le stesse dimissioni del consigliere Campanella, pur se bene accette dal Sud in Movimento che sin dall’inizio ha sottolineato la sua scarsa attitudine a ricoprire un ruolo di tale responsabilità, appaiono come se si fosse colta la palla al balzo. Un dato emerge inconfutabile da alcuni mesi a questa parte. Il sindaco e la sua maggioanza non sono in grado di opporsi tecnicamente e politicamente alle istanze espansionistiche del gestore della discarica che, è bene ricordarlo, è proprietario di svariati ettari di terreno attigui alle discariche già esistenti. Solo gli interventi di consiglieri di minoranza, primo fra cui D’Alò di Sud in Movimento, stanno permettendo di opporsi, fattivamente, alle richieste di proroga e ampliamento già presentate. L’impegno e la determinazione messe in campo dal movimento fino ad ora non caleranno di una stilla.

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DISCARICA: 22 maggio si riunisce la seconda commissione

Giovedì 22 Maggio si riunirà, nuovamente, alle ore 16 la Seconda Commissione Consigliare per discutere sull’ampliamento delle cave presenti nella discarica di Grottaglie.

Il consigliere Ciro D’Alò, esponente di Sud in Movimento e da anni impegnato nella tutela dell’ambiente del nostro territorio, continuerà a informare i presenti con altre importanti argomentazioni.

Già nella Commissione precedente, il consigliere D’Alò si è visto costretto a “sbattere” sul tavolo un’ingente quantitativo di materiale tecnico-giuridico con annessa relazione sul tema della cava Ecolevante. In particolare, va precisato che la succitata documentazione, adottata dai consiglieri in sede di Commissione, permetterà di opporsi alla richiesta di ampliamento della cava. Il materiale prodotto e le argomentazioni tecnico-giuridiche hanno messo in luce l’incapacità amministrativa del sindaco e della sua maggioranza che, pur discutendo da diverso tempo su questo tema, non sono mai riusciti, o non hanno mai voluto produrre alcun provvedimento utile alla causa, nonostante fosse nella loro completa disponibilità tutto il materiale necessario.

Inoltre, il consigliere D’Alò ha fatto emergere la circostanza che il sindaco in tutto questo tempo non si è nemmeno curato di produrre documenti per opporsi alla proroga della coltivazione della cava Ecolevante, pur avendo gli uffici avuto notizia nel settembre 2013.

Anche rispetto a questa questione, dimostrando come ci si oppone con i fatti e non con le chiacchiere, il consigliere D’Alò ha prodotto la memoria difensiva per chiedere l’annullamento della proroga. La maggioranza, smascherata dalle evidenze e dai fatti messi in campo da Sud in Movimento, è stata costretta ad approvare all’unanimità le proposte e i rilievi tecnico-giuridici.

Occorre precisare che, nonostante questi compiti siano di competenza del sindaco e degli uffici tecnici, pur essendo in prossimità della scadenza dei termini, non sono stati a tutt’oggi svolti. Staremo a vedere se il sindaco, dinnanzi ad un minuzioso lavoro prodotto da Sud in Movimento, eseguirà in tempi utili gli impegni approvati ed impostigli dalla Commissione.

Tutta la documentazione è a disposizione sul sito www.sudinmovimento.com

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