{"id":165,"date":"2010-01-23T14:44:00","date_gmt":"2010-01-23T14:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/?p=165"},"modified":"2010-01-23T14:44:00","modified_gmt":"2010-01-23T14:44:00","slug":"finte-bonifiche-nel-ricco-nord-maxi-blitz-contro-le-ecomafie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/2010\/01\/23\/finte-bonifiche-nel-ricco-nord-maxi-blitz-contro-le-ecomafie\/","title":{"rendered":"Finte bonifiche nel ricco Nord Maxi blitz contro le ecomafie"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\"><span style=\"color:#006600;\">TRAFFICI. Dieci arresti e 40 indagati per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Il capo del gruppo, Salvatore Accarino, era stato gi\u00e0 condannato per reati analoghi. \u00abL\u2019abbiamo individuato grazie alle intercettazioni\u00bb, spiega il pm di Varese.<br \/><\/span><br \/>Riciclava gli enormi guadagni del traffico di rifiuti speciali comprando mezzi e attrezzature da impiegare nelle societ\u00e0 collegate all\u2019organizzazione. Ma soprattutto grazie a dei prestanome riacquistava alle aste pubbliche le unit\u00e0 immobiliari che in passato erano state pignorate alla sua famiglia. Il campano Salvatore Accarino e suo figlio Mario utilizzavano in questo modo i soldi che guadagnavano con la gestione illecita dei rifiuti, provenienti soprattutto dalle bonifiche delle aree industriali della ricca Lombardia. Terra contaminata da idrocarburi e metalli pesanti che Accarino \u201ctrattava\u201d attraverso diverse societ\u00e0 intestate a \u201cteste di legno\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione operava in un sito noto come \u201cLa Valle\u201d, nel comune di Fagnano Olona (Varese): un deposito di mezzi di fatto utilizzato illegalmente come base di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi.<\/p>\n<p>L\u2019operazione della procura di Busto Arstizio (Varese) \u00e8 scattata all\u2019alba di ieri. Condotta da circa 200 militari, coordinati dai carabinieri del Gruppo tutela ambiente (Gta) di Treviso, ha portato all\u2019arresto di dieci persone con una quarantina di perquisizioni personali e locali in tutta la regione.<\/p>\n<p>I beni sequestrati dagli inquirenti sono sette aziende, quattro immobili, due impianti di stoccaggio, decine di mezzi e 21 conti correnti. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsit\u00e0 documentale e riciclaggio. \u00abL\u2019abbiamo individuato solo grazie alle intercettazioni telefoniche \u00bb, ha spiegato il pubblico ministero Sabrina Ditaranto.<br \/>Un gruppo che secondo i magistrati sarebbe stato sistematicamente favorito dai \u201ccolletti bianchi\u201d. Tra questi almeno sei funzionari e direttori di alcune banche delle province di Verbania, Varese e Milano, ritenuti dagli inquirenti fondamentali per ripulire il denaro sporco del gruppo e per questo indagati dalla procura lombarda. Oltre ad un consigliere del Comune di Solaro (Milano).<\/p>\n<p>Ai domiciliari sono invece finiti i titolari di alcune aziende di smaltimento compiacenti che ritiravano i rifiuti inviati dagli Accarino, accettando per buone le bolle di accompagnamento evidentemente falsificate, chiudendo cos\u00ec gli occhi anche sul fatto che non aveva nessuna licenza di trattamento del materiale conferito.<br \/>Anche perch\u00e9 <strong>il capo del sodalizio criminale, Salvatore Accarino<\/strong>, legato alla famiglia siciliana di Giuseppe Onorato non poteva gestire n\u00e9 imprese n\u00e9 conti correnti. L\u2019uomo \u00e8 infatti un pluriprotestato, <strong>arrestato pi\u00f9 volte sia per riciclaggio (in Lombardia) di denaro sporco, appartenente alle cosche mafiose, che per traffico illecito di rifiuti.<br \/><\/strong><br \/><strong>Nel 2008 era gi\u00e0 stato condannato in primo grado a sei anni e mezzo proprio per traffico di rifiuti tramite la societ\u00e0 Lombarda Servizi di Olgiate Olona. Il pubblico ministero Fabio Napoleone, all\u2019epoca, aveva scoperto un traffico di \u201cmonnezza\u201d che coinvolgeva la Campania, la Lombardia e l\u2019Emilia Romagna. Cos\u00ec rifiuti urbani raccolti a Napoli arrivavano di nascosto in provincia di Varese. L\u00ec venivano poi mescolati con terra contaminata, e veleni industriali di vario genere, per ripartire spesso alla volta del Meridione. Ma non solo.<br \/><\/strong><br \/><span style=\"color:#cc0000;\"><strong><span style=\"font-size:130%;\">Alla fine venivano smaltiti come scarti non pericolosi in un deposito di Grottaglie (Taranto)<\/span><\/strong> <\/span>o direttamente nelle campagne lombarde. Il tutto lucrando sui fondi pubblici del Commissariato per l\u2019emergenza rifiuti della Campania.<\/p>\n<p>\u00abIl cuore di tutto il business \u00e8 l\u2019appalto per l\u2019emergenza di Napoli del 2003\u00bb, ricord\u00f2 nel corso della sua requisitoria il pm Napoleone. \u00abMi \u00e8 uscito del liquido dal cassone e ha corroso tutta la targa\u00bb confid\u00f2 l\u2019autista di uno di quei camion. Una delle aziende coinvolte arriv\u00f2 a fatturare 1,5 milioni di euro. Perch\u00e9 la \u201cmonnezza\u201d per i trafficanti pu\u00f2 diventare oro, ma sulla pelle dei cittadini. L\u2019operazione di ieri \u00e8 la conclusione di una complessa attivit\u00e0 di indagine denominata \u201cReplay\u201d che ha portato alla luce finte bonifiche e un vasto traffico di rifiuti pericolosi.<\/p>\n<p>Alessandro De Pascale<\/p>\n<p>da Terranews.it<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRAFFICI. Dieci arresti e 40 indagati per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. 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