…a proposito dell’interprete LIS

Passa il santo e passa la festa.  Sembra essere questa l‘inutile filosofia adottata dalla giunta Alabrese nei confronti delle promesse fatte ai grottagliesi in campagna elettorale prima e nei consigli comunali poi. In particolare ci si riferisce alle promesse fatte dal sindaco, in risposta ad una interrogazione del consigliere comunale di sud in movimento l’avv. Ciro D’alo’ nell’ Ottobre scorso relativamente all’’inserimento di un interprete LIS (linguaggio italiano dei segni) nel consiglio comunale.

La richiesta del consigliere era volta a garantire a tutti i Cittadini la partecipazione  alla vita democratica della città.

Nello specifico si parlava di non udenti, per i quali si rende necessario l’ istituzione di un servizio (già ‘ presente nelle società civili )volto a facilitare loro, lo svolgimento di attività’, faccende presso gli enti pubblici eventualmente privati. Il sindaco, come alibi , sbandierando il costo eccessivo , promise di attuare una campagna di informazione partendo dal manifesto del consiglio comunale in cui intendeva invitare i cittadini non udenti, a prenotare il servizio presso l’amministrazione in caso di loro partecipazione al consiglio, in maniera tale che quest’ultima potesse prenotare l’ interprete . “Sono solo parole” direbbe una cantante molto in voga in questo periodo, infatti la campagna di comunicazione non è partita e il manifesto è del tutto privo anche di un solo accenno a questa intenzione. Tutt’oggi a distanza di quasi un anno, questa macchina amministrativa è ancora ferma ai box, forse in attesa di una squadra capace di metterla appunto e di un vero pilota capace di guidarla. Nonostante tutto, Sud in movimento è continuamente a disposizione dei cittadini che vogliono far sentire la propria voce .

Andrea Cometa

Capogruppo di Sud in Movimento.
Consulente informatico ERP, esperto in software libero. Brigante moderno «Cosa scelgo io tra il dover andare via e il voler restare?
Non ho alcun dubbio. Io resto qui al Sud, e non perché so-
no un perdente o un rassegnato, ma perché restare è mol-
to più difficile che andarsene. Io resterò qui»

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