{"id":1304,"date":"2014-07-30T07:37:56","date_gmt":"2014-07-30T05:37:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/?p=1304"},"modified":"2014-07-30T07:37:56","modified_gmt":"2014-07-30T05:37:56","slug":"ix-edizione-de-la-notte-dei-briganti-terre-cotte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/2014\/07\/30\/ix-edizione-de-la-notte-dei-briganti-terre-cotte\/","title":{"rendered":"IX Edizione de La Notte dei Briganti: TERRE COTTE"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\np { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 120%; widows: 2; orphans: 2; }p.western { font-family: \"Calibri\",sans-serif; font-size: 11pt; }p.cjk { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 11pt; }p.ctl { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 11pt; }\n--><\/style>\n<p align=\"justify\">\n<div id=\"attachment_1305\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/manifesto-briganti-2014-es-2-formato-light.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1305\" class=\"size-medium wp-image-1305 \" alt=\"La Notte dei Briganti 2014 Grottaglie TERRE COTTE\" src=\"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/manifesto-briganti-2014-es-2-formato-light-210x300.jpg\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/manifesto-briganti-2014-es-2-formato-light-210x300.jpg 210w, http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/manifesto-briganti-2014-es-2-formato-light-717x1024.jpg 717w, http:\/\/www.sudinmovimento.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/manifesto-briganti-2014-es-2-formato-light.jpg 827w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1305\" class=\"wp-caption-text\">La Notte dei Briganti 2014 Grottaglie TERRE COTTE<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">Giunti ormai alla IX Edizione de \u201cla Notte dei Briganti\u201d siamo costretti a ritornare sul binomio ambiente violentato e sfruttato, gi\u00e0 trattato sin dalla prima edizione. Gi\u00e0 allora ci ponevamo come termine del confronto quello della devastazione ambientale e sociale, esercitata sui territori dai giganteschi complessi industriali. Facevamo i conti nei Comuni della Provincia con i guasti prodotti dalle grandi fabbriche insediatasi a Taranto sin dagli anni\u201960, dapprima con l\u2019insediamento dell\u2019Italsider, poi con la raffineria dell&#8217;Eni e la Cementir, \u201cospitando\u201d nelle terre rosse tra Grottaglie e San Marzano, a Statte, a Lizzano, gli scarti di quel sistema, e non solo. Una grossa parte dei rifiuti tossici provenienti dall\u2019intero complesso industriale italiano: dalla chimica alla petrolchimica alla farmaceutica smaltiti legalmente e illegalmente laddove ci fosse una cava da ricolmare, o un buco da riempire. Le discariche per rifiuti speciali, gli inceneritori, le fabbriche impattanti sulla salute delle persone sono tutti paradigmi, tutte espressione del sistema economico capitalistico. Che di fatto, godendo dell\u2019assenza di vincoli politici e legislativi degni, hanno prodotto sui territori, con il passare del tempo, una serie di effetti negativi a cascata, tra cui vi sono sicuramente la sottrazione di risorse e il conseguente impoverimento delle comunit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante: nel nome del massimo profitto si \u00e8 compromesso lo stesso diritto di sopravvivenza alle generazioni future. Sono stati violati i diritti dei lavoratori, e della salute, per tutti. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">La misura, per\u00f2, \u00e8 colma. Crediamo siano necessari interventi adeguati ed immediati che affrontino la crisi in questione nella sua interezza e complessit\u00e0, trovando soluzioni in grado di coniugare le diverse dinamiche economiche e sociali, contrastando quella logica del ricatto occupazionale, che impedisce l\u2019edificazione di un altro modello di sviluppo. Il caso dell\u2019 Ilva di Taranto \u00e8 un esempio emblematico, ma non il solo, di sfruttamento ambientale e sociale; \u00e8 un impianto altamente inquinante, come tantissimi altri in Italia, che ha devastato le risorse naturali di un intera provincia, ma \u00e8 soprattutto parte di un sistema consolidatosi nel tempo, che ha aggredito molteplici aspetti delle nostre esistenze. L&#8217; emergenza sanitaria che affrontiamo quotidianamente \u00e8 solo uno dei tanti riflessi, delle tante drammatiche conseguenze del modello iper &#8211; liberista che ci dice che non ci sono alternative: all&#8217;accrescimento delle patologie tumorali, cardiopatiche e respiratorie, all\u2019aumento del 21% delle percentuali delle morti infantili a Taranto (stando al recente studio \u201cSentieri\u201d condotto dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0), alla devastazione dei territori. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">A tutto questo diciamo basta. Pretendendo e rivendicando il diritto a una sanit\u00e0 libera da limiti di accesso, che non subisca nuovi tagli strutturali, e che sia capace di contribuire allo sviluppo dei fondamentali livelli di prevenzione e assistenza. All\u2019altro dramma correlato a un sistema economico ormai guasto, quello della disoccupazione giovanile e femminile capace di incidere con violenza nella societ\u00e0, impedendo qualsiasi forma di relazione economica svincolata da speculazioni e sfruttamento, pretendiamo nuove forme di produzione sostenibili attuabili attraverso la rivendicazione del Reddito di base, strumento principe capace di contrastare clientelismo, malaffare e speculazione, e restituire dignit\u00e0 alle vite di ognuno di noi. A partire da ci\u00f2, vogliamo contribuire a costruire un\u2019altra societ\u00e0, un altro mondo possibile. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">Negli ultimi anni, tuttavia, la crisi ambientale che attraversa l&#8217; intero Paese &#8211; da Nord a Sud &#8211; ha svolto una duplice funzione: se da un lato ha palesato l&#8217; esistenza di un complesso sistema di speculazione, pubblico e privato, a danno dei territori, (come ormai da pi\u00f9 parti, ormai, \u00e8 stato riconosciuto), contemporaneamente ha innescato la costruzione di una nuova partecipazione collettiva di opposizione a tali fenomeni. Un po\u2019 in tutta Italia si sono costituiti nuovi comitati, reti, movimenti e realt\u00e0 associative che tutte insieme formano un nuovo modello di partecipazione politica dal basso, denunciando quotidianamente i tanti casi di inquinamento e contaminazione presenti nel nostro <\/span><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">P<\/span><\/span><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">aese e dimostrando che nessuna Regione \u00e8 immune dagli scempi. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">Anche i comitati della nostra Regione, la Puglia, vittima di molteplici opere di devastazione, hanno partecipato attivamente, negli anni, alla creazione e al rafforzamento delle lotte di rivendicazione in difesa del territorio, moltiplicando le iniziative di protesta e informazione, inserendo in ognuna di esse anche l&#8217; obiettivo di individuare nuovi sistemi di produzione, realmente compatibili con l&#8217; ambiente. E\u2019 all\u2019esperienza di Stop Biocidio, nata in Campania e poi diffusasi nel Lazio e in Abruzzo, che guardiamo con interesse, come esempio virtuoso, di come, cio\u00e8, l&#8217; unione tra i vari comitati provinciali abbia determinato il risveglio di una coscienza collettiva, capace di oltrepassare i confini geografici regionali e realizzare un movimento di protesta nazionale. Anche in Provincia di Taranto, anche in Puglia, vogliamo fermare il biocidio: il costante e criminale sterminio di esseri umani attraverso lo sfruttamento affaristico dell&#8217; ambiente. Non \u00e8 una interpretazione apocalittica della realt\u00e0, \u00e8 la condizione causata da decenni di malaffare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Century Gothic,sans-serif;\">Di fronte ad un\u2019 emergenza sanitaria, ambientale ed economica di una cos\u00ec grave entit\u00e0, come Sud in Movimento, al pari dei comitati che lottano contro discariche ed inceneritori presenti nella Provincia di Taranto, riteniamo che qualsiasi nuova forma di ingiustizia sociale ed ambientale debba essere bloccata perch\u00e9 non \u00e8 accettabile, per nessun motivo, che alla nostra terra assieme ai popoli che la abitano venga anche tolta la dignit\u00e0 e la possibilit\u00e0 per poter riemergere. Di autodeterminarsi, per costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 equa e giusta, dove ogni individuo non sia pi\u00f9 un automa vittima dello schiavismo capitalista, ma una persona libera di esprimersi cooperando col resto della comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giunti ormai alla IX Edizione de \u201cla Notte dei Briganti\u201d siamo costretti a ritornare sul binomio ambiente violentato e sfruttato, gi\u00e0 trattato sin dalla prima edizione. 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